I numeri estivi del 1973 segnano la caduta di Mortimer nel repertorio più ordinario e misogino dei tascabili neri. Tra copertine violente e storie risolte in fretta, il personaggio perde ambiguità e scrupoli. Proprio negli interstizi produttivi e nelle aritmie narrative, però, emerge un tema inatteso: il tempo come problema del fumetto industriale, trasformato da Pedrazzi in motore teorico sotterraneo della serie.