Giorgio Canali parla con Paolo Interdonato della forma delle sue canzoni, del modo in cui scrive e costruisce testi pieni di riferimenti e ritmo. Tra sarcasmo e lucidità, Canali riflette sul rapporto tra musica e parole, sull’amore come atto politico e sul piacere del palco come motore del suo lavoro. Un dialogo su poesia, ipertesto e ostinazione anarchica.
Giorgio Canali
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Carissimo Francesco / Caro Paolo
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Quasi | Posteria |
Carissimo Francesco, quello che scrivi è sacrosanto. Però mi pare che, rimanendo sul piano della pedagogia della Liberazione, si rischi…
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Millenovecentoquarantacinque: Morti per niente
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Paolo Interdonato | La parafrasi del tempo |
La parafrasi del tempo «Nella narrativa di consumo c’è qualcosa che, dal punto di vista artistico è ammirevole ma raro…
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Mostri
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Paolo Interdonato | QUASI |
Iniziare un intervento con una definizione copiata dal dizionario è un trucco per autori in affanno. Eppure, ho sempre amato…
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E avrà i tuoi occhi
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Paolo Interdonato | post-it |
Lucca 2014 me la ricordo bene. Sono passati nove anni, eppure è ancora lì, vivida nella memoria.Mi ricordo soprattutto il…
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Playlist: Bestemmie
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Quasi | If I Can't Dance, It's Not My Revolution |
#1 Le prime madonne che ho sentito volare in una canzone vengono da qui. Le migliori. [FP] #2 Non è…