Nel 1959 Harvey Kurtzman pubblica Jungle Book, primo libro a fumetti statunitense composto interamente da materiali inediti pensati per il formato tascabile. Nato dopo l’esperienza di “Mad”, “Trump” e “Humbug”, il volume è un esperimento radicale: 144 pagine originali, quattro storie satiriche feroci sul mito del progresso americano. Stampato male, distribuito con prudenza e venduto poco, diventa un’occasione mancata che avrebbe potuto cambiare la storia del fumetto molto prima della consacrazione della “graphic novel”. Un libro dimenticato, oggi riscoperto, che resta più libero e più moderno di gran parte di ciò che è venuto dopo.
Hugh Hefner
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