Una riflessione critica su Linus e sulla sua trasformazione negli ultimi anni: da specchio della Milano intellettuale e ribelle degli anni Sessanta, a rivista che oggi privilegia i volti degli autori più della loro opera. Partendo da una copertina dedicata a Sio, l’articolo interroga il rapporto tra memoria, identità generazionale e presente culturale, chiedendosi se Linus non stia diventando un “museo delle cere per boomer” più che una mappa del contemporaneo.
Igort
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Fanno una mancolista e la chiamano mostra
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Sono più giovane di “Linus”. Di tre anni. Un’inezia. Siamo praticamente cresciuti insieme. Anche se è il prodotto di una…
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La natura di una mostra: Band Dessinée 1964-2024
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“Alterlinus”: Un modo di intendere il fumetto
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Sfoglio il secondo numero di “Alterlinus”. Del primo ti ho detto, qualche settimana fa, che mi era parso somigliasse a…
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– Credo di aver capito tutto.– Che fortunato!– La critica come genere letterario, il non essere funzione del mercato, il…
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Post-it: Un noioso, un fotografo disambientato, un fumetto di pesce e la dittatura del formato
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Il western, inteso come genere narrativo (ma, con ogni probabilità, anche musicale) mi annoia a morte. Me ne accorgo tutte…
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Il nostro (continuo) bisogno di comic book
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