Dalla Bone Machine dei Pixies a quella di Tom Waits, passando per l’underground americano e l’esperienza di “Raw”, il percorso di Art Spiegelman e Françoise Mouly sembra inseguire la stessa domanda: cosa significa crescere? Con “Little Lit”, progetto raffinato e pieno di grandi nomi, il fumetto torna ai bambini dopo aver rivendicato la propria maturità artistica. Ma non è un ritorno all’innocenza: è lo sguardo consapevole di chi sente la macchina d’ossa scricchiolare e prova, ancora una volta, a non voler crescere.
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