In occasione del quarantennale di Dylan Dog, Paolo Valeri analizza la natura profonda dell’orrore nella serie creata da Tiziano Sclavi. Svincolato dalla semplice funzione di fuga dalla realtà, l’orrore in Dylan Dog diventa uno strumento critico e morale – radicato nel romanticismo gotico inglese e nelle teorie dell’hauntologia – capace di dare voce al rimosso sociale, alle fratture del presente e alla perdita di un futuro alternativo.