Dalla luce del Sole che impiega otto minuti per raggiungerci ai 1560 anni luce di Gaia BH1, “Il ritardo del presente” riflette sulla natura temporale della percezione umana. Tra moto browniano, memoria che si disordina con l’età e relatività generale di Einstein, il tempo diventa un asse che si piega e si confonde. Poi il discorso scivola in cucina: la dissoluzione dello zucchero nello sciroppo diventa metafora fisica e domestica del movimento delle particelle. Cosmologia e pasticceria si incontrano in una Zuppa Inglese che è insieme esercizio scientifico e gesto memoriale.