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Le lezioni di vita della piccola Lulu

“The Life Lessons of «Little Lulu»” di Margaret Atwood, “The New Yorker”, 29 novembre 2019

A noi di QUASI piacciono la fantascienza e le femministe. Ci piacciono anche i diari di formazione delle lettrici e dei lettori da cuccioli. Ci ha sorpreso scoprire che Margaret Atwood è stata un’attenta lettrice di John Stanley. Abbiamo spesso guardato a quel fumetto con superficialità, sottovalutandone bellezza e importanza. Cerchiamo di porre rimedio a questa nostra inadempienza, invitandoti ad appropriarti delle lezioni di vita che la scrittrice canadese ha conquistato su quelle pagine a colori.

Una raccomandazione: non starnutire.

«I grew up in the golden age of comics: the nineteen-forties, and most particularly, the five years immediately after the end of the Second World War. Comics were one of the main sources of entertainment for children then: there was not yet much television, and, although there were Saturday matinées, most films were for adults. On Saturday mornings, groups of children would congregate around the stashes of comics that had been collected to have comic-book orgies. The comics were read and reread; they were also traded.»

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