Goffredo Fofi recensisce Nonostante Bruxelles di Alessandro Bresolin

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di Goffredo Fofi

Scopriamo grazie alle edizioni “Il foglio” di Piombino un romanzo intrigante, Nonostante Bruxelles, di Alessandro Bresolin, che si è fatto conoscere per alcuni romanzi e traduzioni ma soprattutto per i suoi lavori su Camus, che ha saputo approfondire con più attenzione di altri – vedi il suo saggio su Albert Camus. L’unione delle diversità (Spartaco,
2013, pubblicato in Francia con il titolo Camus. L’union des différences, Presse Fédéraliste, 2017).

Ma Bresolin ha anche sperimentato la scrittura poliziesca e noir, e certe atmosfere tipiche di questo genere emergono anche in quest’insolito romanzo – in tal senso non è un caso la presenza di una nota introduttiva della scrittrice noir brussellese Pascale Fonteneau.

Tre sono gli elementi di rilievo della narrazione di Bresolin: il primo è l’ambiente “europeo”, perché il romanzo ha una dimensione “politica” europea che ben pochi hanno saputo narrare anche tra i giornalisti più avveduti.
Il secondo è il mondo del “vizio” del protagonista, la ludopatia, ovvero il suo coinvolgimento in avventure via internet, circondato da fanatici del gioco. Giorgio è il tipico assistente di un eurodeputato che però si lega fortemente alla città che lo accoglie e ne vive le contraddizioni. Bruxelles al tempo dell’Unione Europea, capitale dell’Unione Europea… E la sua è una città, più notturna che diurna, che ci appare inedita o quasi.
Il terzo elemento d’interesse è appunto la “narrazione urbana”. Bresolin mostra Bruxelles non solo come sede del Parlamento europeo ma in quanto città, nei suoi quartieri altolocati e in quelli dell’immigrazione multietnica, popolari e vivaci, anche se pure lì si fa sentire la presenza degli eurodeputati e di tutto ciò che si portano appresso.

Questo romanzo potrebbe essere definito d’ambiente, tanto accuratamente racconta una Bruxelles che conosciamo solo per gli scandali che ci riguardano da vicino. Nonostante Bruxelles incuriosisce e si presta a riflessioni per così dire antropologiche su una particolare umanità numericamente non rilevante ma che gestisce un potere considerevole, e i cui modi di vivere appaiono ancor più alienanti di quelli dei politici che agiscono all’interno delle proprie nazioni. Il legame che corre tra la politica (l’amministrazione di grandi poteri) e la nevrosi di chi la vive professionalmente, in primo o secondo o terzo piano, è stato raramente investigato nonostante siano tanti ad averci a che fare in ambienti giornalistici e di conseguenza letterari – visto il legame oggi più radicato che mai tra giornalismo e letteratura, succedaneo a quello tra giornalismo e politica.

Alessandro Bresolin, Nonostante Bruxelles, Edizioni Il foglio (Piombino).

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