A chiusura della “Will Eisner Week”, un percorso nei romanzi visivi di Howard Chaykin pubblicati tra il 1978 e il 1979: Empire (con Samuel R. Delany), The Stars My Destination (da Alfred Bester) e The Swords of Heaven, the Flowers of Hell (con Michael Moorcock). Tra il ruolo di Byron Preiss, l’idea di “visual novel” e le sperimentazioni formali che anticipano American Flagg!, emerge un momento cruciale per l’evoluzione del graphic novel statunitense. Libri oggi poco reperibili che raccontano un passaggio decisivo nella storia del fumetto adulto e della fantascienza disegnata.
Nel 1968, dieci anni prima di Contratto con Dio, Thé Tjong-Khing e Lo Hartog van Banda pubblicano Iris, libro a fumetti edito da De Bezige Bij e oggi riscoperto da Fantagraphics come Iris: A Novel for Viewers. Nato nel solco dell’erotismo pop europeo inaugurato da Barbarella di Jean-Claude Forest e proseguito da Guy Peellaert e Guido Crepax, Iris è un racconto visionario che smonta il mito dell’origine americana del graphic novel. Dalla Giava coloniale ai Paesi Bassi, fino ai silent book come Tortintavola, il percorso di Thé dimostra che il “romanzo grafico” è una forma che precede l’etichetta e che può culminare in dodici tavole mute capaci di costruire un romanzo corale.
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