Fantastici quei quattro

Boris e Paolo | QUASI |

The most important concert of all time”

New Musical Express –

Senza dubbio la maggior parte di chi “non legge” (Quasi) conosce (o ha sentito nominare almeno una volta) i Crispy Ambulance, una post-punk band di Manchester, formata da Keith Darbyshire (basso), Robert Davenport (chitarra), Alan Hempsall (voce) e Gary Madeley (batteria). Probabilmente sa anche che, come la maggior parte dei gruppi di quella città formatisi tra il 1977 e il 1982, i Crispy Ambulance furono concepiti la notte del 4 giugno 1976 alla Lesser Free Trade Hall.

Il posto è enorme. Howard Devoto e Pete Shelley lo hanno affittato per 32 sterline e ci hanno organizzato un concerto di un gruppo punk che hanno sentito a Londra a febbraio (ne sono stati talmente influenzati che ad aprile daranno vita anche loro, insieme a Garth Davis e Mick Singleton, a una band che lascerà il segno: i Buzzcocks). Il biglietto costa 50 pence, in totale (a seconda delle versioni) nella sala ci saranno tra le quaranta e le cinquanta persone. Howard e Pete non rientrano nemmeno delle spese, ma è un problema relativo, perché anche loro – benché il gruppo ce lo avessero già – quella notte si convincono di potercela fare.

Torniamo però ad Alan e Robert dei futuri Crispy Ambulance. Sono lì, sotto al palco, fanno parte di quei pochi spettatori che sono venuti a sentire questo gruppo londinese che, a detta di Howard e Pete, sta facendo veri sfracelli. Nel senso che non c’è concerto che non finisca in rissa.

Quando i quattro membri della band escono, Robert quasi scoppia a ridere e apostrofa il cantante: «Non siete per niente sexy, sapete?»
«Perché», gli chiede lui, «volevi scopare?»
«No, non pretendo così tanto per 50 pence», ribatte Robert.

Johnny Rotten – così è soprannominato John Lydon, il cantante di questo gruppo, per la sua dentatura guasta – scoppia a ridere mostrando tutti i suoi 32 denti marci. Poi, al suo cenno, i Sex Pistols (così si chiama questo gruppo arrivato da Londra… ma lo sapevi già) attaccano Did you no wrong. Ed è l’apoteosi.

Suonano per poco meno di una quarantina di minuti, ma per tutti i presenti quel muro di suono crudo, che trasforma pezzi degli Who e degli Stooges in roba inaudita e che chiude con un capolavoro assoluto come l’originale Pretty Vacant, è una rivelazione contro cui si schiantano. Uno schianto che non li lascia indenni. Un po’ come la tempesta magnetica che dà a Reed, Susan, Ben e Johnny i superpoteri trasformandoli nei Fantastici 4, quella tempesta sonora cambia in modo strutturale la natura di quei giovani figli della classe operaia, trasformando la loro innata attitudine alla ribellione in una radicale consapevolezza artistica.

È incredibile la quantità di musica, con cui siamo cresciuti e su cui ci siamo formati, che dobbiamo a quella serata.
Alan e Robert escono da lì e fondano i Crispy Ambulance.
Howard e Pete, che già avevano i Buzzcocks, cominciano a fare sul serio.
Steven Patrick Morrisey chiama a raccolta gli amici Johnny Marr, Andy Rourke e Mike Joyce e dà vita agli Smiths (quanto hanno contato, nella costruzione di quello che sei, gli Smiths?).
Mick Hucknall mette insieme altri tre scappati di casa e cominciano a suonare come The Frantic Elevators, il nucleo centrale di quelli che diventeranno i Simply Red (quanto hai ballato sulle note di Stars?).
Una Baines scopre che suonare è il modo migliore per dar sfogo alla propria rabbia sociale e di genere, e con i tre sodali Mark Smith, Martin Bramah e Tony Friel, comincia a scrivere canzoni per il loro gruppo: The Fall.

Ma soprattutto, a quel concerto erano presenti Peter Hook e Bernard Sumner (che, anni dopo, si disputeranno di chi fosse stata l’idea di andarci) che il giorno seguente correranno a comprarsi rispettivamente un basso e una chitarra elettrica con l’intenzione di formare un gruppo come i Sex Pistols. La storia è nota: suoneranno insieme a Ian Curtis (alla voce) e a Stephen Morris (alla batteria) con il nome di Joy Division (e magari te la raccontiamo nel corso del mese la storia della scelta del nome), un gruppo che con soli due album ci cambierà la vita e l’idea di canzone e ci insegnerà in quanti pezzi sa farci l’amore.

Sono passati cinquanta anni da quella notte. Avrai notato come il numero 4 sia prepotentemente ricorrente in questi fatti: il giorno di giugno in cui si è svolto il concerto; il numero di persone che c’erano (40 è multiplo di 4); la durata del concerto (40 minuti); il numero dei componenti di ogni band che vedrà la nascita grazie a quella serata.  Già, però il fatto che sono passati 50 anni rovina tutto. 50 non è un multiplo di 4.

Aspetta… ci è appena venuto in mente che il paragone tra i Fantastici 4 e i ragazzi che stavano sotto il palco dei Sex Pistols non lo stavamo mica facendo a caso. Quel fumetto Marvel è arrivato qui da noi, per la prima volta, nell’giugno 1966 sulle pagine di “LinusEstate”, il primo supplemento di “Linus”. Mica c’eravamo per leggerlo, quando quel fascicolo è arrivato in edicola. Avremmo aperto i nostri magnifici occhioni al mondo un paio d’anni dopo. Però, quei quattro personaggi fantastici hanno influito in modo indelebile sul nostro immaginario tanto quanto lo hanno fatto i Joy Division.

Se sono 50 anni che l’amore ci fa in 4 pezzi, sono 60 anni che quel 4 ha cambiato il nostro immaginario precipitandoci in un universo di supereroi con superproblemi. E 60 è multiplo di 4.

Fantastici tutti quei quattro. A loro è dedicato questo mese di (Quasi).

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