L’edizione 2026 del Festival di Angoulême non si farà. Non per un’improvvisa fatalità, ma per il collasso di un sistema opaco che ha trasformato un evento pubblico in una macchina commerciale privata. Tra inchieste giornalistiche, boicottaggi di autori ed editori e il ritiro dei finanziamenti pubblici, il festival europeo di fumetti più importante muore sotto il peso della propria malagestione. Un editoriale su potere, soldi e la fine di un’idea di festival.
Autore: Boris e Paolo
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Il Bonvi
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Editoriale di dicembre di (Quasi), dedicato ai trent’anni senza il Bonvi. Un mese trascorso tra retini, nebbie, soldatini tedeschi e criminali rimbalzanti. Il cazzeggio redazionale viene interrotto da un’assenza che ci pesa. Nessuna celebrazione, però. Solo immersione. Prendiamo tutto il Bonvi che amiamo e che ci serve e lo coccoliamo e gli facciamo i dispetti. Per un mese intero. Come sempre si fa con i veri amori.
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(Quasi) un premio 2025: La strada di Manu Larcenet
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Paolo Interdonato e Boris Battaglia discutono del premio assegnato a La strada di Manu Larcenet. Un confronto diretto, a tratti spietato, su perché questo libro si impone: non consola, non edifica, ma scava. Un dialogo che mette a nudo la forza del fumetto e le nostre resistenze.
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(Quasi) un premio 2025
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I premi sono inutili. A meno che non diano soldi. Ma noi di (Quasi) ne abbiamo inventato uno comunque, solo per prenderci in giro (e farlo bene). “(Quasi) un premio 2025” torna con meno regole, più sincerità e cinque fumetti vincitori: La strada di Manu Larcenet, Sex & Fury di Bonten Tarō, Jim di François Schuiten, Babbo, dove sei? di Francesca Ghermandi e Lindy Hop dall’aldilà di Eva Daffara.
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Talk Dirty
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Dal fumetto porno di Matthias Schultheiss a Lenny Bruce, dal consenso al linguaggio osceno, fino alla bestemmia più vera. Un editoriale sul senso del parlare sporco, tra desiderio e verità.
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Il rientro
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Una riflessione caustica sul mito del rientro: l’illusione di ricominciare da capo dopo le vacanze, la routine che torna a schiacciare e l’alienazione che non cambia mai. Da “la rentrée” parigina a Les Inrockuptibles, fino alla versione di (Quasi): nessuna promessa di vita nuova, solo la solita merda capitalista. Eppure, tra fumetti, musica, film e passeggiate, ci sono ancora ottimi motivi per stare al mondo.
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Hugo
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I disegni sono di Titti Demi. Hugo Pratt è una questione privata. Un fumettista gigantesco, un genio cialtrone, un disegnatore…
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Lo Sconosciuto
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Le riviste non esistono più. È un fatto. Noi ci ostiniamo a farne una, ma le abbiamo dato una forma…
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In principio era lo storyboard: A Kind of Language in Fondazione Prada
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Boris: Ci sono capitato per caso. Sabato me ne stavo al bancone del Camparino in Galleria a gustarmi un Campari…