Boris e Paolo ripercorrono la nascita e l’evoluzione di (Quasi), rivista di storia e critica del fumetto nata nel 2020 durante il lockdown. Tra improvvisazione, desiderio di libertà editoriale e rifiuto di una forma definitiva, il progetto si è sviluppato nel tempo mantenendo un’identità fluida e militante. A sei anni dalla fondazione, (Quasi) celebra il proprio percorso tornando alla carta con nuove pubblicazioni, rivendicando il proprio metodo: iniziare, fare, e solo dopo – forse – pensarci.
Autore: Boris e Paolo
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(Quasi) bambini
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In occasione della Will Eisner Week, (Quasi) affida a Omar Martini un percorso tra i libri che hanno anticipato l’idea di graphic novel. Tra questi, un’assenza pesa più delle altre: Tantrum (1979) di Jules Feiffer, allievo diretto di Will Eisner. Uscito pochi mesi dopo A Contract with God, il libro racconta la regressione di Leo, quarantaduenne che, in piena crisi, si trasforma fisicamente in un bambino di due anni mantenendo coscienza e desideri da adulto. Una satira feroce su infantilismo, responsabilità e illusioni di libertà, che interroga anche noi lettori: davvero i fumetti sono cose da bambini? O sono, proprio per questo, una faccenda serissima?
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Fight da F.A.I.D.A.
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F.A.I.D.A., Fumettofili Associati Italiani Diversamente Amici, è nata da poco e già minaccia di implodere tra risse, ironie e paranoie redazionali. Tra citazioni colte e bottiglie di vino sprecate, Boris e Paolo mettono in discussione il lessico del fumetto e propongono un declassamento polemico: chiamarlo “narrazione a figure”. Una satira sull’ambiguità del linguaggio, sull’ego culturale e sulla paura di essere presi troppo sul serio.
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Nasce l’associazione!
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(Quasi) fa coming out: siamo nerd, siamo Legione. Nasce F.A.I.D.A., un’associazione che difende il fumetto come materia sporca, ossessione monomaniaca e arte effimera da strappare all’oblio. Un manifesto contro graphic novel, collezionismo imbalsamato e democrazia del gusto.
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Ma tu ci vai ad Angoulême?
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L’edizione 2026 del Festival di Angoulême non si farà. Non per un’improvvisa fatalità, ma per il collasso di un sistema opaco che ha trasformato un evento pubblico in una macchina commerciale privata. Tra inchieste giornalistiche, boicottaggi di autori ed editori e il ritiro dei finanziamenti pubblici, il festival europeo di fumetti più importante muore sotto il peso della propria malagestione. Un editoriale su potere, soldi e la fine di un’idea di festival.
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Il Bonvi
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Editoriale di dicembre di (Quasi), dedicato ai trent’anni senza il Bonvi. Un mese trascorso tra retini, nebbie, soldatini tedeschi e criminali rimbalzanti. Il cazzeggio redazionale viene interrotto da un’assenza che ci pesa. Nessuna celebrazione, però. Solo immersione. Prendiamo tutto il Bonvi che amiamo e che ci serve e lo coccoliamo e gli facciamo i dispetti. Per un mese intero. Come sempre si fa con i veri amori.
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(Quasi) un premio 2025: La strada di Manu Larcenet
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Paolo Interdonato e Boris Battaglia discutono del premio assegnato a La strada di Manu Larcenet. Un confronto diretto, a tratti spietato, su perché questo libro si impone: non consola, non edifica, ma scava. Un dialogo che mette a nudo la forza del fumetto e le nostre resistenze.
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(Quasi) un premio 2025
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I premi sono inutili. A meno che non diano soldi. Ma noi di (Quasi) ne abbiamo inventato uno comunque, solo per prenderci in giro (e farlo bene). “(Quasi) un premio 2025” torna con meno regole, più sincerità e cinque fumetti vincitori: La strada di Manu Larcenet, Sex & Fury di Bonten Tarō, Jim di François Schuiten, Babbo, dove sei? di Francesca Ghermandi e Lindy Hop dall’aldilà di Eva Daffara.
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Talk Dirty
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Dal fumetto porno di Matthias Schultheiss a Lenny Bruce, dal consenso al linguaggio osceno, fino alla bestemmia più vera. Un editoriale sul senso del parlare sporco, tra desiderio e verità.