Cento numeri, in versione digitale, di una rivista che oscilla tra il paradosso del web e il rigore della carta. (Quasi) festeggia un traguardo speciale ripercorrendo la sua storia – fatta di scadenze inventate, ottima critica e un pizzico di ossessione – e regalandovi l’elenco completo di tutte le uscite (più una sorpresa fustellata). Buon centesimo numero!
Autore: Boris e Paolo
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Che cazzo ci fai nel fumetto, Calia?
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Paolo Interdonato e Boris Battaglia dialogano con Claudio Calia a partire dalla nuova edizione di È primavera. Intervista ad Antonio Negri. Il risultato è una riflessione ampia sul graphic journalism, il rapporto tra fumetto e politica, la fatica di raccontare il dolore degli altri, il desiderio di fare narrativa e il progressivo sconfinamento del fumetto fuori dai suoi confini editoriali tradizionali.
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Fantastici quei quattro
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The most important concert of all time” New Musical Express – Senza dubbio la maggior parte di chi “non legge”…
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Quaderni di Comicon e di (Quasi): Underground, California Dreaming
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L’underground non è nato dal nulla: è il figlio imprevisto della censura e del desiderio. In questo secondo volume dei “Quaderni di Comicon e di (Quasi)”, Boris Battaglia e Paolo Interdonato curano una mappatura viscerale della controcultura statunitense. Da Harvey Kurtzman a Robert Crumb, da Trina Robbins a Harvey Pekar, 144 pagine per esplorare il lato oscuro e psichedelico del sogno californiano che ha cambiato per sempre il linguaggio del fumetto.
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(Poi ci pensiamo)
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Boris e Paolo ripercorrono la nascita e l’evoluzione di (Quasi), rivista di storia e critica del fumetto nata nel 2020 durante il lockdown. Tra improvvisazione, desiderio di libertà editoriale e rifiuto di una forma definitiva, il progetto si è sviluppato nel tempo mantenendo un’identità fluida e militante. A sei anni dalla fondazione, (Quasi) celebra il proprio percorso tornando alla carta con nuove pubblicazioni, rivendicando il proprio metodo: iniziare, fare, e solo dopo – forse – pensarci.
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(Quasi) bambini
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In occasione della Will Eisner Week, (Quasi) affida a Omar Martini un percorso tra i libri che hanno anticipato l’idea di graphic novel. Tra questi, un’assenza pesa più delle altre: Tantrum (1979) di Jules Feiffer, allievo diretto di Will Eisner. Uscito pochi mesi dopo A Contract with God, il libro racconta la regressione di Leo, quarantaduenne che, in piena crisi, si trasforma fisicamente in un bambino di due anni mantenendo coscienza e desideri da adulto. Una satira feroce su infantilismo, responsabilità e illusioni di libertà, che interroga anche noi lettori: davvero i fumetti sono cose da bambini? O sono, proprio per questo, una faccenda serissima?
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Fight da F.A.I.D.A.
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F.A.I.D.A., Fumettofili Associati Italiani Diversamente Amici, è nata da poco e già minaccia di implodere tra risse, ironie e paranoie redazionali. Tra citazioni colte e bottiglie di vino sprecate, Boris e Paolo mettono in discussione il lessico del fumetto e propongono un declassamento polemico: chiamarlo “narrazione a figure”. Una satira sull’ambiguità del linguaggio, sull’ego culturale e sulla paura di essere presi troppo sul serio.
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Nasce l’associazione!
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(Quasi) fa coming out: siamo nerd, siamo Legione. Nasce F.A.I.D.A., un’associazione che difende il fumetto come materia sporca, ossessione monomaniaca e arte effimera da strappare all’oblio. Un manifesto contro graphic novel, collezionismo imbalsamato e democrazia del gusto.
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Ma tu ci vai ad Angoulême?
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L’edizione 2026 del Festival di Angoulême non si farà. Non per un’improvvisa fatalità, ma per il collasso di un sistema opaco che ha trasformato un evento pubblico in una macchina commerciale privata. Tra inchieste giornalistiche, boicottaggi di autori ed editori e il ritiro dei finanziamenti pubblici, il festival europeo di fumetti più importante muore sotto il peso della propria malagestione. Un editoriale su potere, soldi e la fine di un’idea di festival.