I Fantastici Quattro e la maschera di pietra di Ben Grimm: un’analisi profonda sul concetto di mostruosità come strumento per definire l’identità umana. Attraverso le opere di Grant Morrison e Alex Ross, e i contributi di José Gil e Maurizio Bettini, l’articolo esplora i confini morali, la Zona Negativa e la sfida della tecnologia, per ricordarci cosa ci rende davvero umani.
Autore: Paolo Valeri
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Il mostro in salotto: le storie dei Fantastici Quattro
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Sessant’anni fa i Fantastici Quattro di Lee e Kirby sbarcavano in Italia sul supplemento di “Linus”. Un’analisi critica e antropologica su come la prima famiglia Marvel abbia usato il mostruoso per mettere in scena le crepe della società, della scienza e dei legami familiari, da Ben Grimm fino alle riletture di Morrison e Alex Ross.
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Strange Adventures, dal dispositivo dell’eroe a quello dello sviluppo
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Paolo Valeri analizza Strange Adventures attraverso l’antropologia dello sviluppo di Arturo Escobar e Jean-Pierre Olivier de Sardan. La guerra di Adam Strange su Rann non è solo una storia di eroismi e menzogne: è un dispositivo coloniale che replica le logiche del “white man’s burden”, del sapere tecnico come autorità morale e dell’urbanizzazione come misura di civiltà. Attraverso il concetto di “arena” di de Sardan — debitore di Bourdieu, Crozier e Friedberg — Valeri mostra come l’intera serie sia un affresco di campi di potere in collisione: la JLA, i Ranniani, i Pikkt, e persino il matrimonio tra Adam e Alanna. Un fumetto che non offre vie d’uscita, ma rivela con lucidità chi è l’ingranaggio più pericoloso del sistema.
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Strange Adventures, il racconto di un eroe
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In Strange Adventures, Tom King capovolge il mito dell’eroe: Adam Strange non è il salvatore di Rann ma un uomo accusato di crimini di guerra. Paolo Valeri legge la miniserie DC Black Label attraverso le lenti dell’antropologia – da Jack Goody a Carlo Severi, da Michael Jackson a Clifford Geertz – per mostrare come la serie metta in scena il rapporto tra scrittura, potere e menzogna necessaria. Un’opera limite nel percorso autoriale di Tom King, preziosa proprio perché rivela la struttura simbolica di ogni narrazione eroica.
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Bonvi e l’avventura: Dal pulp al paradosso
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Un viaggio dentro l’avventura secondo Bonvi: niente eroi granitici, niente mitologie viriliste, ma figure fragili, paradossali, umane. Dal mito tecnicizzato all’immaginario comunitario, dalle Sturmtruppen alle suggestioni pulp, il fumettista modenese smonta le icone del potere per restituire al racconto d’avventura la sua sostanza: rischio, paura, vulnerabilità.
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L’ Asso di Picche e l’avventura bandita
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I supereroi americani hanno il proprio simbolo stampato ben visibile al centro del petto. Invece l’Asso di Picche, il primo…
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L’Asso di Picche: un fantasma tra altri fantasmi
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Ieri parlavamo di fantasmi come presenze generate da una violenza irrisolta, adesso entriamo nelle pieghe delle pagine dei primi albi…
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Il primo supereroe italiano: l’Asso di Picche
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Questa rubrica è iniziata parlando di supereroi, superpoteri e maschere. Nel mese dedicato a Pratt non ci si poteva esimere…
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Antropologia, Storia e storie: passato e profezia
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Se, come abbiamo visto la scorsa volta, la narrazione storica non è mai un esercizio neutrale, ma un continuo dialogo…