Cosa resta del fumetto quando la vista diventa una sfida? Dalla metafora della mappa di Lewis Carroll all’insegnamento di Rodolphe Töpffer, l’editoriale di maggio esplora il legame indissolubile tra l’occhio e la pagina disegnata. Un numero dedicato a ciò che vediamo e a come le storie prendono forma nel nostro sguardo.
narrazione
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Graphic novel, che fastidio!
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Francesco Pelosi mette in discussione la supremazia culturale attribuita al graphic novel, contrapponendolo al fumetto popolare e seriale. Attraverso una riflessione sul tempo narrativo, sulla closure e sull’esperienza dell’immaginazione, il testo sostiene che il fumetto trovi la sua forma più efficace nella serialità, capace di espandersi nella coscienza del lettore. Dai classici franco-belgi ai manga contemporanei, fino agli esempi italiani, emerge una critica al tentativo di “nobilitare” il fumetto, rivendicando invece la sua natura originaria, popolare e vitale.
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Storie dello strazio profondo
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Un frammento di memoriale trovato in una chiavetta misteriosa: la voce di una fumettista attraversata da molteplici “me”, incapaci di convivere eppure costrette a farlo. Tra trauma familiare, ironia feroce e rivelazioni artistiche, il fumetto diventa l’unico spazio in cui la sua pluralità trova ordine. Un testo sulla vertigine dell’identità e sulla forza delle immagini.