Dalla Bone Machine dei Pixies a quella di Tom Waits, passando per l’underground americano e l’esperienza di “Raw”, il percorso di Art Spiegelman e Françoise Mouly sembra inseguire la stessa domanda: cosa significa crescere? Con “Little Lit”, progetto raffinato e pieno di grandi nomi, il fumetto torna ai bambini dopo aver rivendicato la propria maturità artistica. Ma non è un ritorno all’innocenza: è lo sguardo consapevole di chi sente la macchina d’ossa scricchiolare e prova, ancora una volta, a non voler crescere.
David Mazzucchelli
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Un pettirosso, un manipolo di emulatori e una battaglia di mostri scorreggioni
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Dimentica i “graphic novel impegnati”. In questo articolo si parla di fumetti, quelli veri, fatti di pagine che raccontano storie senza bisogno di parole. E di una regola d’oro: comprarne sempre tre.
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Il demone di Frank Miller, lo spirito di Will Eisner, l’universo e tutto quanto
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Tributata doverosamente la figura di Heather Glenn, ora non scherziamo. Mentre leggevamo quelle storie, a nessuno di noi fregava qualcosa…
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La fine dell’eroe nel Daredevil di Frank Miller
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Paolo continua a dirmi che la critica è un genere letterario. Autobiografico, aggiunge lui. Ora mentre non sono sicuro che…
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Caro Babbo Natale / 1
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Il suo indirizzo, ormai, lo conoscono tutti: Babbo NataleSanta Claus’s Main Post Office96930 Napapiiri (Circolo Polare artico). All’approssimarsi della festa,…
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La grolla: Ogni ruolo è un gioco
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Trasparenze nella città di vetro
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Articolo del 2010, originariamente uscito su “Lo Straniero” e poi su “Minima et Moralia”. Preludio Italo Calvino definirebbe Città di…