Lella Parmigiani legge Harold e la matita viola di Crockett Johnson come un’opera radicale sulla costruzione della realtà attraverso il segno. Attraverso il confronto con Steinberg, Cavandoli e Munari, emerge una genealogia della linea come atto generativo e non descrittivo. La consegna del libro alla nipote Zoe diventa così un gesto pedagogico: non offrire una storia, ma un metodo per stare al mondo, fondato sull’autonomia creativa e sulla responsabilità di ciò che si immagina.
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Scuola e libertà
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La scuola come spazio di libertà o di addestramento? Partendo dalle nuove Indicazioni Nazionali 2025, Mariagrazia Minardi riflette sul ruolo della lettura, tra promesse di emancipazione, test standardizzati, canone imposto e possibilità di formare lettori davvero liberi.
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Cling. Clang. Libertà.
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Un’infanzia blindata e un nonno che salva la vita con le parole: Mariagrazia Minardi parte da quei racconti per riflettere su Il narratore di Saki, dove una fiaba ribalta la morale e la virtù si trasforma in condanna. Tra ricordi e classe, Minardi mostra come la lettura – quando non serve a “insegnare” – diventa un esercizio di libertà, un luogo in cui la letteratura smette di educare per tornare a inquietare e far ridere.
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Davanti alla porta: prima del rientro
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Un rientro raccontato in sei passaggi: l’odore di casa e i libri, l’insofferenza per chi crede nella lettura salvifica, il cinema scelto da una bambina, le schifezze animate, il piacere ritrovato di Buonanotte, Punpun e le due pagine potenti di Joe Sacco. Buon rientro.