If I Can't Dance, It's Not My Revolution

Playlist: Strappi

#1
Frammenti di Battiato. Non il Battiato di La cura. Non fraintendetemi, lo apprezzo…ma prendiamoci una pausa. L’ho scelto per i frammenti che “strappa” dalle poesie. [MM] 

#2
Direzioni diverse. Il Teatro degli Orrori parla di due persone che si lasciano e in fondo uno strappo sono due parti di una stessa cosa che prendono “direzioni diverse”. [MM]

#3
Scar Tissue dei Red hot perché le cicatrici non sono che uno strappo che abbiamo curato ma il cui segno c’è rimasto addosso. So che è un classicone, sorry. [MM]

#4
Il vicinato è un male curabile. Ci sono un paio di modi per farlo: uno prevede l’eremitaggio e l’altro il carcere (se ti beccano). Per esempio, in questo momento, medito la strage pensando a cosa cazzo possano abbattere ancora. Sono tre settimane che picchiano e trapanano, martellano e piallano, mazzettano e segano. Certo: gentili come sono, hanno affisso un annuncio in bacheca con tutti i numeri di telefono per le richieste e l’indicazione del responsabile della sicurezza del cantiere. Ma, cazzo, in questo momento quando, con puntualità da Mascherpa, vibrano la prima gioiosa martellata sul muro alle 08.00, io fiorisco in una scarica di bestemmie che si interrompe solo alle 16.30 quando smettono. In questo momento “Strappi” mi induce a pensare alla possibilità di mettere in pratica tutto quello che ho imparato guardando film “slasher”. A partire da QUI. [PI]

#5
Gli scazzi – pardon, gli strappi- col vicino per me sono una cosa archetipica grazie alle letture Disney. Le faide di Paperino con Anacleto Mitraglia o con Jones mi annoiavano a morte, ma mi hanno insegnato una delle piccole gioie della vita. [FP]

#6
Nessuno nella redazione di Quasi, prima di proporla, aveva pensato alla concomitanza fra la parola del mese e l’uscita della serie tv di un famoso vignettista che la contiene nel titolo. Perché dico questo? Perché guardando la prima puntata della suddetta serie, sono rimasto piuttosto colpito dalla presenza di un famoso pezzo di Ron, che a me é sembrato totalmente fuori contesto. Devo ammettere che è stata la cosa che mi ha divertito più di tutte. [FP] 

#7
Ho appena scoperto che “strappi” e “lacrime” in inglese si scrivono uguali: “tears”. Oltre ad essere una cosa piuttosto poetica, mi permette anche di mettere su un pezzo che adoro. And when I die dei Blood, Sweat and Tears (che non sono la canzone di Bts, ma un gruppo americano degli anni Settanta del 900). [FP]

#8
Che poi c’è ‘sta canzone di De Andrè che non mi è mai andata giù. C’è questo tipo («un uomo onesto, un uomo probo», dice De Andrè) che fa follie per amore. E alla fine si dà una rasoiata ai polsi. Mentre crepa, gioisce d’amore, e a lei non rimane niente. Lui è un buono e lei è una donna terribile. Ha vinto l’amore, ha perso la perfidia. Oh! Ma di che stiamo parlando? Quello è onesto e probo solo nei versi di una composizione giovanile così così, scritta da un giovanotto genovese colmo di livore nei confronti delle femmine. «Portami il cuore di tua madre per i miei cani», chiede lei. E lui? Va a casa e, «scusa mamma», glielo strappa. Ma con onestà e rettitudine. [PI]

Ma..io mi sono sempre immaginata sta cosa qui rispetto alla canzone di De André
Donna Matilde: «Dame, lasciamo le maglioni questa sera?»
Donna Isabella: «Non potete capire ragazze, io ho sto stalker di sterco. Non dormo più, non mangio più..ho paura di allontanarmi dal focolare»
Donna Lucrezia: «Ma i gendarmi?»
Donna Isabella: «Dicono che se non mi minaccia di morte non possono fare niente»
Donna Inez del Vega: «Sai che fai? Gli dici che lo prendi se accoppa la madre, che ti porti il cuore. Vedrai che te ne liberi.»
24h dopo.
Donna Isabella: «Il cuore! Mi ha portato il cuore! Son tre ore che vomito, ho la magione piena di gendarmi»
Donna Matilde: «Son boni?»
Donna Inez Del Vega: «Ricordami che la prossima volta che mi viene voglia di darti un consiglio vado a filare.»
3 giorni dopo.
Donna Lucrezia: «Isabella, cuore mio.. tutto bene?»
Donna Isabella: «Si è ucciso. Scusate se non ho mandato notizie ma è stata veramente dura.»
Donna Inez Del Vega: «Io muta, non parlo più. Cristo salvatore di noi tutte!»
Donna Matilde: «È ito? Ho i biglietti per il cantore più in voga. Ha dei polpacci splendidi!»
PARTY HARD GIRLS! [MM]

#9
Canzone super teen ma è la mia canzone sfogo. La canto quando qualcuno mi ha fatta veramente arrabbiare. Una mia amica, sentendomi, mi ha chiesto la targa della macchina del tizio che mi aveva trattata male.
«Ma perché la targa?»
«Semplicemente perché se questo ha un Pandino rosso, e altri sei nella via hanno un Pandino rosso, non è che si possono vandalizzare sette macchine». [MM]

#10
È difficile tenere insieme due nature. [MM]

#11
Una canzone d’amore, dedicata a una ragazza trans. Quando c’è uno strappo tra ciò che sei e quello che gli altri vedono ci vuole un po’ d’amore, qualcuno che ti dice che sei bella. [MM]

#12
Quando sei costretto a lasciare il tuo paese e i tuoi cari per andare a lavorare è uno strappo che si commenta da sé. Qualunque terra tu stia lasciando. [MM]

#13
Di Rosso Colore c’è una versione cantata da Elio (in uno di quei dischi di omaggi ai cantautori morti che sono brutti ma che io non sapevo non comprare). A me il fatto che Elio cantasse una canzone così politicizzata ha stupito. [PI]

#14
Credo, Paolo, che l’abbia interpretata soprattutto perché erano amici. Ricordo di un concerto intorno al 2004 o 2005, dove, prima di eseguire Giocatore mondiale, il pezzo degli EELST in cui Bertoli fa un cameo ironizzando sulla sua condizione (cosa che da bambino, quando la sentivo, mi mandava fuori di testa – trovavo straordinario che un uomo costretto a vita in sedia rotelle avesse anche la voglia di cantarci e riderci su), Rocco Tanica disse qualche parola in suo ricordo. E mi commossi. Perché Bertoli, pur essendo ben lontano dalla raffinatezza e complessità di altri cantautori, l’ho sempre sentito vero. Dritto al cuore, senza barriere a ostacolarlo. [FP]

#15
Per un momento, Francesco, ho capito che Bertoli aveva fatto un cameo in un pezzo degli Eels. e allora, a proposito degli Eels, una canzone che ha fatto a pezzi la mia idea di amore. Se non sono strappi questi. [BB]

#16
Al volo… Senza intro: «Mi hai soltanto strappato un po’ di silenzio/ Soltanto strappato un po’ di silenzio/ Hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato». [TM]

#17
«When routine bites hard and ambitions are low / And resentment rides high but emotions won’t grow» [LC]

#18
E, niente, il testo è una roba da infoiati da liceo, citare potrebbe suonare male. Tanto che al “Letterman”hanno cantato «I’d love to tear you apart» invece di «I fucking want to tear you apart». Ma non ha grande importanza, suonavano proprio bene i pezzi da These Things, il primo album dei She Wants Revenge, una roba notturna, un po’ Interpol, un po’ Depeche Mode, un po’ altro ancora. [LC]

#19
«It’s torn where you’re dancing, it’s torn everywhere / It’s torn on the right and it’s torn on the left / It’s torn in the center which few can accept». [LC]

#20
I Joy Division and Love will tear us apart mi sono stati già fregati. Ma siccome era il pezzo definitivo sugli strappi volevo aggiungere il mio commento: pochi strappi fanno male come la morte e la perdita di un amore e la coincidenza dell’inglese “To tear a part” è estremamente poetica e significativa: certe cose ti fanno a pezzi e lanciano i frammenti apparentemente in tutto l’universo poi con pazienza come un puzzle di 150000 pezzi si cerca di rimetterci insieme. Non tutti ce la fanno come per esempio l’adesso cantante Ian Curtis, il cui suicidio è uno dei più mitizzati dalla cultura musicale. Va bene, si era formata dopo un concerto dei Sex Pistols sull’onda dell’entusiasmo: si vede che a volte l’entusiasmo non basta quando uno è senza pelle e la vita lo strappa come vuole. [AS]

#21
Ma per dare una botta di differenze/somiglianze, aggiungo la cover fatta dai Cure. [AS]

#22
Visto che tutti abbiamo notato che strappare e lacrime in inglese si scrivono nello stesso modo, non posso evitare di citare uno dei gruppi più importanti di quella che definirei New Wave elettronica, un gruppo storico le cui canzoni probabilmente abbiamo ballato tutti in qualche serata anni Ottanta… Io di sicuro! Questo è uno dei miei pezzi preferiti, con quel riff di voce ipnotico. [AS]

#23
E se “tears for fears” va bene, allora va bene anche “no tears”. [LL]

#24
Certi strappi, infine, non si rimarginano. [FP]

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