Napoleon

Francesca Di Carlo | Dulcis in fundo |

Il giorno in cui sono tornata da San Pietroburgo, il quattro luglio, c’è stato un attacco con i droni.
Noi non li abbiamo visti ma Marina, la nostra guida che abita sul Mar Baltico, sì. Ci ha spiegato che era per quello che le eSIM – le schede telefoniche virtuali – non funzionavano. Una misura di sicurezza perché alcuni droni utilizzano la rete cellulare per comunicare con chi li controlla.
A dire il vero i nostri cellulari non avevano funzionato per tutto il viaggio, mentre le SIM russe funzionavano benissimo. La cosa mi sembrava strana: dal punto di vista tecnico non c’era motivo che anche le nostre non funzionassero: il segnale è lo stesso, le onde radio sono le stesse e la rete cellulare è identica. Poco dopo, infatti, ho scoperto che il problema non era tecnico ma burocratico. Le nostre eSIM, essendo intestate a utenti stranieri, non risultavano registrate secondo le procedure russe.

Al di là della spiegazione, ho continuato a interessarmi alla faccenda, come risvolto concreto delle imposte che proprio in questi giorni vado versando. Se un drone “amico” mi avesse colpita sarebbe stata una bella beffa, soprattutto perché volavo con Aeroflot, la compagnia di bandiera “nemica” e già mi immaginavo una martire del sistema.

L’arte del drone

I droni sono velivoli senza pilota, più precisamente aeromobili a pilotaggio remoto, che volano grazie a comandi a distanza o computer di bordo. Quelli che utilizzano le tecnologie cellulari (4G o 5G) sono in genere di piccole dimensioni, non particolarmente veloci, ma con la capacità di penetrare nel profondo del territorio “nemico”. La possibilità di individuarli, controllarli e neutralizzarli attraverso onde elettromagnetiche, ne fa una delle ultime frontiere dell’arte bellica.

Fra i metodi di neutralizzazione dei droni c’è il cosiddetto jamming (in italiano marmellare; ovviamente non è una definizione tecnica), che consiste nel disturbare la comunicazione con la base, generando un rumore radio talmente intenso da coprire il segnale utile. Un pò come piazzare una folla urlante tra due persone che cercano di sentirsi a vicenda.
Lo spoofing, invece, simula segnali satellitari falsi e leggermente più intensi di quelli autentici ricevuti dal drone, ingannando il sistema di navigazione e inducendolo a calcolare una posizione errata.
E poi ci sono i dispositivi super sofisticati comeAnduril Pulsar-L, portatile (pesa meno di 11 kg) che applica jamming e spoofing in modo mirato grazie all’Intelligenza Artificiale.
A detta del produttore, a differenza del disturbo elettromagnetico tradizionale, che interferisce alla cieca su tutte le frequenze rischiando di oscurare anche le radio delle truppe “amiche”, questo sistema ascolta e impara grazie ad algoritmi di machine learning. Scansiona lo spettro radio a 360 gradi, riconosce il tipo di drone “nemico” e le modalità di trasmissione, adattandosi anche se il velivolo cambia frequenza per sfuggire al disturbo.
In pratica, il dispositivo attua un disturbo direzionale selettivo (focused jamming) che concentra tutta l’energia elettromagnetica solo su una specifica “conversazione” tra un gruppo di droni e il loro pilota, recidendo il legame di comando. Dopo averli isolati, applica lo spoofing inducendo i droni ad atterrare o a perdere il controllo.

Dopo aver preso coscienza del’’efficienza dei prodotti della guerra elettronica, non ho potuto fare a meno di guardare la mappa dei voli di linea in un qualsiasi momento della giornata (flightradar24). La rete di aerei sospesi in cielo è davvero impressionante, ma è ancora più impressionante pensare che è governata da segnali invisibili, che vibrano sulle nostre teste in ogni istante, senza che noi ne abbiamo il benché minimo controllo. Buone vacanze a tutti!

Torta Napoleon

Dedico la ricetta di questo mese alla torta Napoleon, la celebre millefoglie russa che la tradizione lega alla vittoria dello zar Alessandro I su Napoleone. A differenza di quella francese, la sfoglia non nasce dalle classiche pieghe: farina e burro vengono impastati direttamente insieme, con un goccio di aceto che rende l’impasto più friabile. La crema, invece, è arricchita dal Cognac che dona una piacevole nota aromatica. La vodka, del resto, non sa di niente.

INGREDIENTI

per una torta di diametro 20 cm (8 persone)

Per la sfoglia

  • 580 g farina 00
  • 300 g burro freddo
  • 1 uovo medio
  • 175 g acqua fredda
  • 1 cucchiaio aceto

Per la crema al Cognac

  • 250 ml latte intero
  • 80 g zucchero semolato
  • 2 tuorli d’uovo medio
  • 45 g amido di mais (Maizena)
  • 10 g Cognac

Per la finitura

  • 200 g burro morbido
  • 80 g zucchero a velo
  • 200 g confettura di ciliegie

PROCEDURA

Prepara la pasta sfoglia

  1. Impasta farina e burro tagliato a cubetti fino a ottenere un composto sabbioso. Poi aggiungi l’uovo e l’acqua miscelata con l’aceto. 
  2. Forma un panetto e coprilo con la pellicola trasparente.
  3. Lascialo riposare in frigorifero almeno 30 minuti. Nel frattempo prepara la crema.

Prepara la crema al Cognac

  1. In una casseruola sbatti i tuorli insieme allo zucchero semolato utilizzando una frusta. Aggiungi il Cognac e la maizena (amido di mais) e forma un composto liscio.
  2. Versaci sopra il latte a filo, continuando a mescolare con la frusta per amalgamare bene il tutto. Poi accendi il fuoco sotto alla casseruola e fai addensare la crema mescolando continuamente.
  3. Trasferisci la crema in una ciotola fredda, copri a contatto con la pellicola trasparente (quella per microonde) e fai raffreddare completamente.

Prepara e cuoci le sfoglie

  1. Dividi l’impasto in 10 palline da circa 100 g ciascuna (ne rimarrà fuori una da 80g circa che sbriciolerai per la decorazione). Stendi la prima pallina di impasto su un foglio di carta forno fino a ottenere un cerchio di 20 cm di diametro. N.B. Infarina la pallina prima di stenderla per far scorrere agilmente il matterello e una volta stesa bucherellala con i rebbi di una forchetta.
  2. Cuoci  la sfoglia in forno già caldo a 250°C fino a doratura. Ci vorranno 5 minuti circa per ogni sfoglia. Attenzione a non bruciarle. Procedi nello stesso modo fino all’esaurimento di tutti i panetti di impasto.
  3. Quando tutte le sfoglie saranno cotte, procedi alla finitura della crema per farcire.

Completa la crema

  1. In una ciotola monta con le fruste elettriche il burro morbido e lo zucchero a velo fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
  2. Aggiungi al burro montato un cucchiaio di crema per volta, mescolando bene prima di aggiungere il successivo.

Assembla la torta

  1. Disponi la prima sfoglia di pasta su un piatto da portata e spalmaci sopra un cucchiaio di confettura alle ciliegie. 
  2. Sovrapponi una seconda sfoglia e spalma su questa un cucchiaio di crema.
  3. Disponi la terza sfoglia e farciscila ancora con la crema.
  4. Disponi la quarta sfoglia e spennellala con la confettura.
  5. Ripeti la sequenza (crema-crema-confettura) fino a esaurimento delle sfoglie.
  6. Sovrapponi l’ultimo disco e distribuisci sulla torta tutta la crema rimasta, spalmandola sia sulla parte superiore che lungo i bordi.

Per finire …

  1. Polverizza i ritagli delle sfoglie in una polvere grossolana e ricopri tutta la torta, cospargendola uniformemente.
  2. Poni la torta Napoleon in frigorifero per 5-6 ore prima di servire.
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