Francesco Pelosi mette in discussione la supremazia culturale attribuita al graphic novel, contrapponendolo al fumetto popolare e seriale. Attraverso una riflessione sul tempo narrativo, sulla closure e sull’esperienza dell’immaginazione, il testo sostiene che il fumetto trovi la sua forma più efficace nella serialità, capace di espandersi nella coscienza del lettore. Dai classici franco-belgi ai manga contemporanei, fino agli esempi italiani, emerge una critica al tentativo di “nobilitare” il fumetto, rivendicando invece la sua natura originaria, popolare e vitale.
editoria
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(Poi ci pensiamo)
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Boris e Paolo ripercorrono la nascita e l’evoluzione di (Quasi), rivista di storia e critica del fumetto nata nel 2020 durante il lockdown. Tra improvvisazione, desiderio di libertà editoriale e rifiuto di una forma definitiva, il progetto si è sviluppato nel tempo mantenendo un’identità fluida e militante. A sei anni dalla fondazione, (Quasi) celebra il proprio percorso tornando alla carta con nuove pubblicazioni, rivendicando il proprio metodo: iniziare, fare, e solo dopo – forse – pensarci.
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Piccoli niente, grandi idoli e altre forme di sopravvivenza
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Dal fumetto di Matticchio alle icone linguistiche svuotate, dai giorni in cui non succede niente alle morti che occupano tutto, fino ai regali che salvano dal Natale. Diario settimanale.
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Recensioni, strisce, scanlation (e altro vecchiume che ha fatto il giro)
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Pensieri sparsi su recensioni che non legge più nessuno, strisce che resistono nelle newsletter, scanlation che scandiscono il tempo dei manga. E sul fatto che siamo così vecchi da essere tornati di moda.