Jorge Luis Borges è morto esattamente quarant’anni fa. Ha inventato la nostra idea di lettura, ma il verbo leggere significa troppo e troppo poco. E, allora, iuna riflessione sul feticismo del libro e sulla misurazione quantitativa della cultura. Paolo Interdonato si avventura nella Biblioteca di Babele e nella biblioteca interiore di ogni lettore: un archivio fatto di pagine, ma anche di film, canzoni, ferite personali e nuove tecnologie, dove la carta è solo una delle tante protesi della memoria.
filosofia
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A che pensi? Archiviata sotto la voce sbagliata
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Margiagrazia Minardi intreccia esperienza personale e riflessione teorica per interrogare la natura del pensiero e la sua irriducibilità al linguaggio. A partire dal rapporto con una madre affetta da Alzheimer, il testo mette in crisi l’idea del pensiero come contenuto accessibile e traducibile. Il libro A che pensi? di Laurent Moreau diventa così un dispositivo per esplorare una grammatica visiva dell’interiorità: non una rappresentazione fedele del pensiero, ma un tentativo necessario di dargli forma. Tra opacità, relazione e perdita, emerge una tensione costante tra ciò che può essere detto e ciò che resta irrimediabilmente interno.
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Non aspettare il mondo: disegnalo! Di Harold, Zoe e la matita viola
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Lella Parmigiani legge Harold e la matita viola di Crockett Johnson come un’opera radicale sulla costruzione della realtà attraverso il segno. Attraverso il confronto con Steinberg, Cavandoli e Munari, emerge una genealogia della linea come atto generativo e non descrittivo. La consegna del libro alla nipote Zoe diventa così un gesto pedagogico: non offrire una storia, ma un metodo per stare al mondo, fondato sull’autonomia creativa e sulla responsabilità di ciò che si immagina.
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La bambina, i lupi e le pareti che ascoltano
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Mariagrazia Minardi parte da un’infanzia senza cameretta e da un lettino che sembrava volerla divorare per arrivare a I lupi nei muri di Neil Gaiman e Dave McKean. Nel buio domestico scopre che la paura è un linguaggio, non un difetto: un modo per conoscere il mondo, trasformando i mostri in coinquilini dell’immaginazione. Tra Freud, Foucault e marmellata, un saggio narrativo sull’arte di convivere con l’assurdo.
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Il Gorilla si diverte più di tutti
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La Gorilla Position è il cuore pulsante del wrestling: il luogo dove idee, emozioni e decisioni creative prendono forma prima di arrivare sul ring. Partendo da un racconto personale e da WWE: La storia dietro le quinte su Netflix, l’articolo esplora il lato nascosto e cerebrale di uno sport-spettacolo che si costruisce più dietro le quinte che sotto i riflettori.