Una riflessione critica su Linus e sulla sua trasformazione negli ultimi anni: da specchio della Milano intellettuale e ribelle degli anni Sessanta, a rivista che oggi privilegia i volti degli autori più della loro opera. Partendo da una copertina dedicata a Sio, l’articolo interroga il rapporto tra memoria, identità generazionale e presente culturale, chiedendosi se Linus non stia diventando un “museo delle cere per boomer” più che una mappa del contemporaneo.
Oreste del Buono
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A godere, a capire, a viverci dentro…
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– Credo di aver capito tutto.– Che fortunato!– La critica come genere letterario, il non essere funzione del mercato, il…
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“Il Politecnico”: Mostrami gli occhi, dammi qui le mani
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Quest’afa ripugnante, questo fumo di macerie Un grido lungo e prolungato annuncia l’arrivo della guerra a Milano. È quello delle…
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C’è del Buono: Perché non racconto Oreste
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Otto anni fa, ho pubblicato un libro che raccontava la storia dei primi anni del mensile “Linus”. Quando, qualche anno…
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Habeas Corpus: Maurizio Bovarini, disegnatore
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Dal 10 giugno al 10 luglio, negli spazi decisamente suggestivi di EXSA (Ex Carcere di Sant’Agata), in vicolo Sant’Agata 21,…
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Ho visto Inter – Benevento su Clubhouse nella room de “Il Nero e l’Azzurro”
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Ne stanno parlando un po’ tutti, è il social del momento e tutti coloro che hanno un IPhone lo stanno…
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Il gatto dentro
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Io lo sapevo che stavano sottovalutando il gatto, non lo prendevano in considerazione: antropocentrici! Il gatto mentale nella scatola mentale…
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«Che ne dite, vi piace com’è venuto?»
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«Riassunto: John Difool sta per essere fatto a pezzi dal tecno-papa…» Il primo incontro con la saga dell’Incal ma soprattutto…
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Io, per fortuna, è un altro
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«E, mentre “Linus” cresce sotto lo sguardo amoroso della redazione e dei lettori, Gandini e gli altri collaboratori del giornale…