Molto prima di Contratto con Dio, Gil Kane tenta di scardinare il formato del comic book con due progetti ambiziosi: His Name Is… Savage (1968), albo in bianco e nero pensato per un pubblico adulto, e Blackmark (1971), pubblicato da Bantam come “narrativa illustrata” in formato tascabile. Tra influenze cinematografiche, fantasy post-atomico e un’ibridazione radicale tra testo e immagini, Kane cerca una terza via tra fumetto seriale e romanzo popolare. Problemi di distribuzione e di mercato ne limitano l’impatto, ma questi esperimenti dimostrano che il graphic novel, prima di diventare etichetta, è stato un terreno di tentativi, fallimenti e intuizioni industriali.
proto graphic novel
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(Quasi) bambini
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In occasione della Will Eisner Week, (Quasi) affida a Omar Martini un percorso tra i libri che hanno anticipato l’idea di graphic novel. Tra questi, un’assenza pesa più delle altre: Tantrum (1979) di Jules Feiffer, allievo diretto di Will Eisner. Uscito pochi mesi dopo A Contract with God, il libro racconta la regressione di Leo, quarantaduenne che, in piena crisi, si trasforma fisicamente in un bambino di due anni mantenendo coscienza e desideri da adulto. Una satira feroce su infantilismo, responsabilità e illusioni di libertà, che interroga anche noi lettori: davvero i fumetti sono cose da bambini? O sono, proprio per questo, una faccenda serissima?
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It Rhymes with Lust (1950): il “romanzo illustrato” di Drake Waller, Matt Baker & Ray Osrin
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Pubblicato nel 1950 dalla St. John Publishing Company, It Rhymes with Lust è uno dei primi esempi di “picture novel”: 128 pagine autoconclusive pensate come un vero romanzo a fumetti. Scritto da Arnold Drake e Leslie Waller (Drake Waller), disegnato da Matt Baker e inchiostrato da Ray Osrin, il volume unisce narrativa pulp e noir cinematografico in un formato librario lontano dall’albo spillato. Dimenticato per anni e poi riscoperto, rappresenta un passaggio decisivo nella storia del graphic novel americano.
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White Collar (1939): il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri
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White Collar (1939) è il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri, artista italiano emigrato negli Stati Uniti, che racconta la crisi del 1929 e la presa di coscienza sindacale di un impiegato travolto dalla Grande Depressione. Realizzato in linoleografia e stampato artigianalmente in casa, il libro si inserisce nella tradizione dei wordless novel inaugurata da Frans Masereel e sviluppata da Lynd Ward. Tra impegno politico, sperimentazione tecnica e uso simbolico del colore arancione, l’opera diventa un caso esemplare di graphic novel ante litteram, a lungo dimenticato e poi riscoperto dalla critica.