Un viaggio ironico e appassionato nel linguaggio sboccato dei fumetti e oltre. Dai dialoghi scatenati di Saga e DanDaDan ai simboli censori di Tom King, fino al ricordo di un professore che insegnava l’importanza di dire “coglione” e non “testicolo”. Un elogio del turpiloquio come forma di libertà e autenticità, contro ogni imposizione del “parlare bene”.
Yukinobu Tatsu
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La grammatica della volgarità necessaria di DanDaDan
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DanDaDan di Yukinobu Tatsu usa la volgarità come vero e proprio strumento narrativo. Non semplice provocazione, ma un lessico che tiene insieme caos, azione e autenticità dei personaggi. Tra alieni e spettri, le parolacce diventano ritmo, comicità e resistenza, distinguendo questo manga dai soliti battle shonen.
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Un pettirosso, un manipolo di emulatori e una battaglia di mostri scorreggioni
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Dimentica i “graphic novel impegnati”. In questo articolo si parla di fumetti, quelli veri, fatti di pagine che raccontano storie senza bisogno di parole. E di una regola d’oro: comprarne sempre tre.
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“Alterlinus”: Un modo di intendere il fumetto
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Sfoglio il secondo numero di “Alterlinus”. Del primo ti ho detto, qualche settimana fa, che mi era parso somigliasse a…
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Post-it lucchese
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Non si va a Lucca certo per i manga. Quelli li troviamo ovunque e, molto più spesso, sono loro che…
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Dandadan, l’arte da cesso
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Parlando di Dandadan di Tatsu Yukinobu con la commessa della mia fumetteria di fiducia, dicendole quanto fossi sconvolto dal modo…