La scuola come spazio di libertà o di addestramento? Partendo dalle nuove Indicazioni Nazionali 2025, Mariagrazia Minardi riflette sul ruolo della lettura, tra promesse di emancipazione, test standardizzati, canone imposto e possibilità di formare lettori davvero liberi.
Autore: Mariagrazia Minardi
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Bonvi e la morale che inciampa
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Un incontro giovanile con le Sturmtruppen diventa l’occasione per ripensare l’opera di Bonvi come un grande laboratorio morale: ridere non come evasione, ma come esercizio critico contro il potere, la guerra e l’obbedienza automatica.
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La bambina, i lupi e le pareti che ascoltano
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Mariagrazia Minardi parte da un’infanzia senza cameretta e da un lettino che sembrava volerla divorare per arrivare a I lupi nei muri di Neil Gaiman e Dave McKean. Nel buio domestico scopre che la paura è un linguaggio, non un difetto: un modo per conoscere il mondo, trasformando i mostri in coinquilini dell’immaginazione. Tra Freud, Foucault e marmellata, un saggio narrativo sull’arte di convivere con l’assurdo.
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Cling. Clang. Libertà.
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Un’infanzia blindata e un nonno che salva la vita con le parole: Mariagrazia Minardi parte da quei racconti per riflettere su Il narratore di Saki, dove una fiaba ribalta la morale e la virtù si trasforma in condanna. Tra ricordi e classe, Minardi mostra come la lettura – quando non serve a “insegnare” – diventa un esercizio di libertà, un luogo in cui la letteratura smette di educare per tornare a inquietare e far ridere.
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Sabato con Silenzio, Solitudine e un moccioso che ti accusa: Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray
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Un sabato vuoto, senza le creaturine di casa, spinge Mariagrazia a cercare consolazione in un libro per ragazzi. Ma Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray, con il suo protagonista disturbante e un bianco e nero claustrofobico, non offre carezze né risposte. Anzi: lascia il lettore spaesato, ferito e per questo paradossalmente confortato.