La corsa dell’oritteropo

Intermezzo n. 3: Mind Game III/IV

“Cerebus” n. 63 presenta il nuovo capitolo del ciclo dedicato agli esperimenti di Mind Game. Con questo nuovo esempio si ritorna all’approccio iniziale, cioè all’uso di un’immagine nascosta, alzando però l’asticella della complessità: se nel n. 20 avevamo un’illustrazione che si componeva montando sequenzialmente tutte le pagine, ora il gioco presenta regole diverse e opera […]

La corsa dell’oritteropo

Cerebus vol. 3: “Church & State I” (luglio 1983 – novembre 1985)

Nel biennio 1983-1985 Cerebus raggiunge forse il punto di maggiore esposizione grazie alla lunghezza del primo volume in cui è suddiviso il ciclo intitolato Church & State e alle numerose apparizioni esterne alla serie che costellano quei 29 mesi. Questo periodo è importante (se non fondamentale) anche per un altro avvenimento: segna l’inizio della collaborazione […]

La corsa dell’oritteropo

Intermezzo n. 1: Mind Game

Come accennato nel testo introduttivo alla prima “Corsa dell’oritteropo”, la serie Cerebus di Dave Sim è densa di elementi da analizzare. Se l’esposizione dell’evoluzione del tratto dell’autore e della rappresentazione grafica del personaggio omonimo sono un primo tassello, per quanto semplice, nell’approfondimento critico, mi piacerebbe proporre in modo agile e discorsivo anche altri elementi, man […]

La corsa dell’oritteropo

Cerebus vol. 1: “Cerebus” (dicembre 1977 – febbraio 1981)

Cerebus di Dave Sim è un’opera complessa e allo stesso tempo frustrante, con vette altissime ma anche punti diciamo… discutibili. È prigioniera della personalità del suo autore che, con i suoi atteggiamenti e i suoi litigi, l’ha portata dall’essere l’alfiere del fumetto indipendente e autoprodotto negli anni Ottanta, capace di ispirare più di un autore, […]

Affatto Una pietra sopra

Jason: Tra ligne claire esistenziale e passione per il cinema

Articolo originariamente apparso su “Lo Spazio Bianco” in data 18 aprile 2013. Il mondo creato da Jason, nome d’arte del norvegese John Arne Sæterøy , è regolato da alcuni elementi ricorrenti che l’autore utilizza e modifica ormai da vent’anni: l’uso di animali antropomorfi che non mostrano in nessuna occasione la benché minima espressione, uno stile […]