Partendo da una vecchia Uno FIAT e un anticipo di Serie A tra Pisa e Atalanta, Mabel Morri intreccia nostalgia e critica culturale. Dai festival del fumetto che non esistono più alle innovazioni tattiche dei portieri, un racconto intimo sulla passione per il disegno e i sogni che cambiano forma col tempo.
Angoulême
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Non vado ad Angoulême. Neanche a Lucca. Neppure a PLPL…
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Partendo da una frase di Barry Windsor-Smith sul disgusto per l’industria del fumetto, Il Tradrittore riflette sullo stato dell’editoria italiana tra festival, boicottaggi, fiere indispensabili e compromessi inevitabili. Da Angoulême a Lucca, da Più Libri Più Liberi al caso Zerocalcare, fino ai meet&greet a pagamento e alla perdita di “poesia” nel fumetto: un percorso personale e politico dentro un sistema che sopravvive, ma fatica a interrogarsi davvero su sé stesso.
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Ma tu ci vai ad Angoulême?
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L’edizione 2026 del Festival di Angoulême non si farà. Non per un’improvvisa fatalità, ma per il collasso di un sistema opaco che ha trasformato un evento pubblico in una macchina commerciale privata. Tra inchieste giornalistiche, boicottaggi di autori ed editori e il ritiro dei finanziamenti pubblici, il festival europeo di fumetti più importante muore sotto il peso della propria malagestione. Un editoriale su potere, soldi e la fine di un’idea di festival.
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Ratiche Poche. Appunti per un’ontologia dei formati
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Angoulême, febbraio 2025 – Ratiche 1 e 2 Chiunque, durante il Festival di Angoulême, se ne scenda – senza fretta…
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I 3 migliori fumetti pubblicati negli ultimi 6 mesi
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Una cosa che avrei voluto fare, agli inizi di febbraio, era scrivere un divertente reportage dal 52° Festival International de…