Strani anelli

Rimpianti forse

Le canzoni di Jaques Brel sono oggetti perfetti. La scrittura dei testi si appoggia sulla struttura musicale con una precisione che trasforma ogni brano in un’architettura (complessissima) che trasmette quel senso di completezza e spontaneità proprio solo delle opere più riuscite. Eppure, nonostante questa perfezione formale, ogni volta che sentiamo qualche altro interprete eseguire un […]

Memorie e cuccioli

La memoria del Gaijin

di Onofrio Catacchio Luigi Bernardi lo incontro per la prima volta nell’88 a Bologna durante la biennale del Mediterraneo. Nella sezione Fumetto espongo quattro tavole di Stella Rossa, Bernardi sta curiosando tra gli originali esposti nella sala, gli vado incontro e con aria guascona gli faccio: «tu sei Bernardi, quello di “Orient Express”!». Dietro la […]

QUASI

Orient Express

– Debbo andarmene stasera. A che ora parte l’Orient-Express?– Alle nove, Monsieur.– Può riservarmi un posto sul vagone-letto?– Certo, Monsieur. Non vi è alcuna difficoltà in questo periodo dell’anno; i treni sono quasi vuoti. Prima o seconda classe?– Prima.– Très bien, Monsieur. Dove è diretto?– A Londra.– Allora le farò riservare un posto sul vagone-letto […]

Ritratti

Una voce (o QUASI)

Ho sentito la parola perturbante per la prima volta alle superiori. Si dissertava con un amico, uno di quelli con cui ti formi il pensare e le passioni nell’adolescenza, su Eyes wide shut, l’incompiuto capolavoro di Kubrick che lo vide morirne in sala di montaggio. Non ricordo se da qualche parte avevamo letto questo termine […]