Terzo numero (anche se in copertina è indicato come “2”) per “La fine del mondo”, rivista di fumetti che oscilla tra sperimentazione, compagnia di giro e scelte discutibili. Tra la noia per Shintaro Kago e alcune delusioni annunciate, emergono però pagine sorprendenti: Il lavoro dei sogni di Eliana Alberti e soprattutto Ninnananna di Manuele Fior. Una lettura attraversata da pregiudizi, entusiasmi improvvisi e fastidi dichiarati, che conferma quanto sia difficile – e necessario – continuare a comprare (e criticare) le riviste di fumetto.
Manuele Fior
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“La fine del mondo” come lo conosciamo (e mi sento bene)
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Mercoledì, 4 settembre 2024 Che poi le cose non capitano mai a caso. In barba alle vacanze del capitale, continua…
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Immaginare il passato, Immaginare il ricordo
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Spesso mi chiedo come venga percepita l’archeologia dall’esterno, da coloro che, oltre ad affermare che è stato il loro sogno…
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Luigi
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Estate 1982, ultima vacanza a casa dei nonni a Messina prima del liceo. In edicola incontro Luigi Bernardi. È il…
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Quarantotto
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BilBolBul Bologna: Considerazioni e vesciche ai piedi
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BilBolBul – Festival internazionale di fumetto (per comodità BBB) si svolge a Bologna ormai da quindici anni. Ci sono ospiti…
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QUASI n. 2 – Primavera 2021
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L’almanacco dell’anno prima: gennaio e febbraio
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Gennaio Il 2020 è stato un anno interessante. E, proprio per questo, spesso infausto. Inizia con un disastro ecologico e…