Paolo Interdonato intervista Spugna, autore di Rust Kingdom, Fingerless, Fat Rot Things e della recente graphic novel di Cattivik. Tra Popeye, Cartoon Network, Mattioli, Bonvi, Hollow Press e One Piece, emerge il ritratto di un fumettista che costruisce mondi, ama i pupazzetti e rivendica una poetica semplice e brutale: fare fumetti con i mostri che si menano.
(Quasi)
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Mostri, pupazzetti e mazzate: intervista a Spugna
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Quaderni di Comicon e di (Quasi): Underground, California Dreaming
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L’underground non è nato dal nulla: è il figlio imprevisto della censura e del desiderio. In questo secondo volume dei “Quaderni di Comicon e di (Quasi)”, Boris Battaglia e Paolo Interdonato curano una mappatura viscerale della controcultura statunitense. Da Harvey Kurtzman a Robert Crumb, da Trina Robbins a Harvey Pekar, 144 pagine per esplorare il lato oscuro e psichedelico del sogno californiano che ha cambiato per sempre il linguaggio del fumetto.
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Nasce U(Q)E con Lo Sconosciuto di Magnus
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Nasce U(Q)E – Universale (Quasi) Economica, nuova collana editoriale di (Quasi) dedicata alla storia e alla critica del fumetto. Il primo volume, firmato da Paolo Interdonato, è dedicato a Lo Sconosciuto di Magnus e ne attraversa temi, immaginario e rilevanza culturale. La prefazione di Claudio Calia introduce sia l’opera che il progetto editoriale, sottolineando l’idea di una biblioteca critica, agile e militante.
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(Poi ci pensiamo)
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Boris e Paolo ripercorrono la nascita e l’evoluzione di (Quasi), rivista di storia e critica del fumetto nata nel 2020 durante il lockdown. Tra improvvisazione, desiderio di libertà editoriale e rifiuto di una forma definitiva, il progetto si è sviluppato nel tempo mantenendo un’identità fluida e militante. A sei anni dalla fondazione, (Quasi) celebra il proprio percorso tornando alla carta con nuove pubblicazioni, rivendicando il proprio metodo: iniziare, fare, e solo dopo – forse – pensarci.
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Fight da F.A.I.D.A.
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F.A.I.D.A., Fumettofili Associati Italiani Diversamente Amici, è nata da poco e già minaccia di implodere tra risse, ironie e paranoie redazionali. Tra citazioni colte e bottiglie di vino sprecate, Boris e Paolo mettono in discussione il lessico del fumetto e propongono un declassamento polemico: chiamarlo “narrazione a figure”. Una satira sull’ambiguità del linguaggio, sull’ego culturale e sulla paura di essere presi troppo sul serio.