Nasce U(Q)E con Lo Sconosciuto di Magnus

Claudio Calia | Para & Meta testi |

Dal 15 aprile, sarà disponibile Lo Sconosciuto di Magnus: La vita, che sciocchezza starci a pensare, firmato da Paolo Interdonato, primo volume dell’Universale (Quasi) Economica. U(Q)E è la nuova collana di (Quasi) dedicata alla storia e alle storie del fumetto.
Di seguito una breve descrizione della collana e la prefazione del primo volume firmata da Claudio Calia.


L’Universale (Quasi) Economica è una collana di piccoli libri che prosegue il lavoro di (Quasi) fuori dalla rivista.
Ogni volume è un testo unico, lungo quanto serve, dedicato a un tema, un autore, un’opera o un frammento del vasto territorio delle storie raccontate con le parole e le immagini.
Non è un’enciclopedia né un archivio, ma prova a diventarlo: volume dopo volume, costruisce una memoria critica, parziale e militante.
Ogni libro è un esercizio di sguardo: parte da un dettaglio, da una voce, da una deviazione, e prova a raccontare un pezzo di quella storia che nessuna storia ufficiale riesce a contenere.
L’Universale (Quasi) Economica è la forma economica e universale di (Quasi): pensata per durare, per circolare e per ricordare che le cose più piccole, se messe in fila, possono diventare una biblioteca.



Il tizio che disegnava “Alan Ford”

di Claudio Calia

Con Magnus, come succede spesso con i grandi autori di fumetto, il primo incontro arriva prima ancora di avergli dato un nome, prima di sapere davvero chi egli sia. Succede così: i suoi disegni passano per casa, dentro pile di albi che appartengono a qualcun altro. Nel mio caso, ai fratelli maggiori. Erano gli “Alan Ford”, che comparivano qua e là e che inevitabilmente finivano tra le mani anche di chi, come me, era ancora troppo piccolo per capirne davvero il tono, il cinismo, la precisione chirurgica del disegno. Magnus, all’epoca, era semplicemente «il tizio che disegnava Alan Ford», perché sì, se c’è una cosa che mi ha preso da subito dei fumetti, era guardare chi li avesse fatti. Vedevo questi Jack Kirby, Dick Ayers, Steve Ditko, l’onnipresente Stan Lee… e Magnus. Era una cosa così: Jack era “The King”; Magnus addirittura era solo pseudonimo, il nome di battesimo mica lo sapevi.

Ci vuole qualche anno perché quel nome si stacchi dalle pagine e diventi davvero quello di un autore. Per molti lettori – per me, sicuro – quel momento coincide con una stagione molto precisa dell’editoria a fumetti: i primi anni Novanta, quando Granata Press decide di riproporre in formato tascabile “Lo Sconosciuto”. È lì che Magnus cambia dimensione. Non è più “solo” il disegnatore straordinario di una serie grottesca che ha segnato un’epoca: diventa un autore completo, inquieto, capace di attraversare generi, di cambiare registro e soprattutto di mettere dentro le sue storie una visione del mondo molto più ambigua e adulta di quanto il fumetto popolare italiano avesse spesso mostrato fino ad allora.

Lo Sconosciuto è una di quelle opere che, una volta incontrate, non si dimenticano più. Non soltanto per il segno di Magnus – che, negli anni, diventa sempre più preciso, controllato, quasi ossessivo – ma per la figura stessa di Unknow, personaggio irregolare e difficilmente classificabile, sospeso tra avventura, disincanto e tragedia. È un fumetto che parla di politica, di guerra, di traffici internazionali, ma anche di fallimento, di solitudine, di identità instabili. E lo fa senza mai assumere la postura del “grande romanzo disegnato”: è fumetto popolare, portato all’estremo.

Il libro di Paolo parte proprio da qui. Lo Sconosciuto di Magnus: La vita, che sciocchezza starci a pensare non è una ricostruzione filologica della serie, né una guida per orientarsi tra le varie edizioni e incarnazioni del personaggio. È piuttosto un attraversamento: un modo per entrare dentro l’opera di Magnus seguendo le tracce che lascia nella storia del fumetto italiano, ma anche nell’immaginario di chi l’ha letta. Paolo prende sul serio Lo Sconosciuto: lo considera un oggetto culturale degno di essere osservato da vicino, con attenzione, senza dimenticare che nasce dentro una tradizione narrativa popolare e seriale.

Questo libro inaugura una nuova collana di (Quasi), la u(Q)eUniversale (Quasi) Economica. L’idea è semplice: costruire, nel tempo, una piccola biblioteca di saggi brevi dedicati al fumetto, ai suoi autori e alle sue opere. Niente manuali accademici o volumi monumentali, Solo libri agili che permettano di avvicinarsi a un autore, a una serie, a un momento della storia del fumetto con uno sguardo competente e personale. Una collana in cui scrittori, studiosi, critici e lettori appassionati possano raccontare perché certi fumetti continuano a parlare di noi, e in che modo lo fanno.

Il fatto che questi libri esistano oggi è legato anche a un cambiamento molto concreto del modo in cui i libri circolano. La u(Q)e nasce infatti usando il sistema di print on demand di Nyarl-Amazon-Othep, una vera e propria divinità del male dei nostri tempi: i volumi vengono stampati e spediti quando qualcuno li ordina. Non è una scelta neutra, anche perché sappiamo che nessuna scelta editoriale lo è mai. È una scelta obbligata: questo è uno degli strumenti che oggi permettono a progetti piccoli e indipendenti di esistere senza dover affrontare i costi e i rischi di distribuzione e stampa tradizionali. In altre parole: non si rinuncia alla carta (ci piace sempre un sacco), perché vogliamo continuare a fare libri, anche quando le condizioni materiali dell’editoria rendono tutto più difficile (meno del 50% dei cittadini italiani legge un libro all’anno: quanti di questi pensate possano essere interessati a un saggio su un fumetto?).

In fondo è una soluzione che ha qualcosa di coerente anche con il fumetto stesso, che è sempre stato un territorio in cui l’invenzione narrativa ha convissuto con forme produttive spesso precarie, sperimentali, ai margini dell’industria culturale. Magnus lo sapeva bene: la sua carriera attraversa decenni di editoria italiana, dagli albi popolari ai progetti più personali, sempre con la stessa ostinazione nel cercare una forma espressiva all’altezza della sua idea di fumetto.

Questa collana nasce con lo stesso spirito: mettere in circolazione idee, storie, interpretazioni, senza aspettare che esistano le condizioni perfette per farlo.

E partire proprio da Magnus, e da Lo Sconosciuto, sembra il modo più naturale per cominciare.

Claudio Calia

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3 risposte su “Nasce U(Q)E con Lo Sconosciuto di Magnus

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