QUASI

Fumo

Eccoci qui. Dopo la festa, ci hanno lasciati da soli a ripulire la sala. Cestini e posacenere da svuotare, piatti e bicchieri da lavare, cartacce dappertutto, bisogna spazzare e passare lo straccio, c’è ancora una coppia estemporanea chiusa in una stanza e non abbiamo il coraggio di interrompere l’idillio. Va be’… Non c’è fretta. Ci […]

Strani anelli

Vestire una risata

Quel «tarlo mai sincero» che, come canta Francesco Guccini, sarebbe l’esercizio del nostro pensare, nasce (se dobbiamo credere a Sigmund Freud, ma perché non credergli?) nel momento esatto in cui ci rendiamo conto di avere dei bisogni e dobbiamo trovare il modo di soddisfarli.Il pensiero è quell’attività rappresentativa con cui diamo forma e immagine, percepibili […]

Ritratti

Una voce (o QUASI)

Ho sentito la parola perturbante per la prima volta alle superiori. Si dissertava con un amico, uno di quelli con cui ti formi il pensare e le passioni nell’adolescenza, su Eyes wide shut, l’incompiuto capolavoro di Kubrick che lo vide morirne in sala di montaggio. Non ricordo se da qualche parte avevamo letto questo termine […]

Bagatelle per un Alph-Art

Un coatto cibernetico più umano dell’umano

Nel 1984 ho sedici anni e Stefano Tamburini ventinove. Ho sentito parlare di lui marginalmente e non sono – ancora – un lettore di “Frigidaire”. Quelli svegli della mia generazione, forse, già frequentano quella rivista. Godono della luminosità delle stelle di Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari, Massimo Mattioli, Tanino Liberatore e, appunto, Tamburini. Io non sono […]