Nasce l’associazione!

Boris e Paolo | QUASI |

«Intanto giunsero all’altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse e, urlando a gran voce, disse: “Che hai tu in comune con me, Gesù? Non tormentarmi!”. Gli diceva infatti: “Esci, spirito immondo, da quest’uomo!”. 9E gli domandò: “Come ti chiami?”. “Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti”.»

(Marco, 5, 1-9)

Lo sai, noi di (Quasi) siamo Legione. Abbiamo una forma molteplice e incontenibile. Ci trovi un po’ ovunque. Ci spargiamo in frantumi minuscoli, quasi invisibili. E, quando soffia il vento, ti entriamo negli occhi e ti diamo fastidio. È per questo che non ci legge proprio nessunə.

Un sacco di articoli qua sopra, pubblicazioni cartacee, collaborazioni con gli editori, bipedi – più o meno senzienti – che chiacchierano, litigano, bevono, cantano e ballano più o meno ovunque, una collana che non ti aspetti in arrivo…

Non abbiamo mai fatto i conti con il nostro animo nerd. Se qualcuno usa quella parola in nostra presenza, ci viene l’orticaria. A cercare di coordinare le mille anime di (Quasi) e tutte le persone che ci giocano dentro ci sono due anziani irsuti e spesso incazzati che citano letture e visioni a sproposito. Siamo proprio due snob, capaci di mettere nella stessa frase Adorno, Haraway, Fisher, Bardot, Marracash, Elodie, Bonvi e Nidasio. E, quando parliamo di persone che passano il tempo ad elargire disegnetti a perditempo, oppure delle storie che raccontano muovendo omini e (soprattutto) donnine di carta sulla pagina, sembriamo il cuore di un disgraziato, che, maledetto il giorno che era nato, rideva sempre. Da anni non vedeva le lenzuola. Con le mani sporche di carbone, toccava il culo a una signora. E rideva e toccava. Sembrava lui il padrone.

Insomma… non abbiamo il coraggio di confessarlo, ma siamo due nerd. È arrivato il momento del coming out. Vogliamo dirlo a tutti, apertamente, senza vergogna. Anzi, con orgoglio. Proprio come ogni singola persona con una vera passione, il nostro amore per il fumetto è scoccato come interesse per divenire, via via, inclinazione, chiodo fisso, invasamento, fissazione, smania, vortice, ossessione, fino alla resa totale.

Per dire il nostro amore incontenibile e molteplice per il fumetto, vogliamo lanciare un’iniziativa straordinaria.

Da veri monomaniaci del fumetto, capaci di capire tutte le verità del mondo guardando le pagine di Kirby, Takahashi, Watterson, Jansson, Magnus o Ziche, vogliamo fondare un’associazione in cui, chiusa la soglia, noi si possa dare sfogo alle nostre voglie più turpi.

L’associazione, che ha (Quasi) come media partner e Oblò come finanziatore principale, si propone di valorizzare la cultura del fumettomondo in tutte le sue forme. Al centro della sua idea di analisi del linguaggio meraviglioso della nostra letteratura sequenziale c’è il recupero delle opere minori di tutti quegli artigiani che, confrontandosi col mare in tempesta dell’editoria, hanno costruito, con rapidità fulminea, capolavori paragonabili ai grandi classici delle cosiddette arti maggiori. La natura effimera delle pubblicazioni a fumetti ha costretto e continua a costringere il meglio della letteratura disegnata, della Nona Arte (ma con la N e la A maiuscole) all’oblio. E proprio per salvare queste opere dalla noncuranza della contemporaneità resa indifferente dalle piaghe della televisione, dei videogiochi, del digitale, dell’Intelligenza Artificiale e del vino troppo buono.

Nasce oggi “Fumettofili Associati Italiani Diversamente Amici”, F.A.I.D.A.

Unisciti a noi!

Diventa Legione!

(Tra le persone che non ci leggono, ci sarà sicuramente qualche facinoroso pronto a farci osservare che, nel prosieguo del quinto capitolo di Marco, la legione ospitata dall’uomo posseduto da uno spirito immondo non fa una bella fine.

«Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: “Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi”. Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare.»

L’obbligo al suicidio di massa dice molto dei subdoli metodi spicci di chi vuole cancellarci.)

Per un manifesto della F.A.I.D.A.

  1. Sull’ontologia del segno: Consideriamo atto di alto tradimento culturale l’uso di retini digitali. Il fumetto o è materia che sporca le dita o è puro inganno ottico neoliberista.
  2. Contro il collezionismo imbustato: Un fumetto non letto e non sgualcito è un corpo senza anima. La brossura deve soffrire, il punto metallico cedere. Chi conserva gli albi in preservativi trasparenti non rischia niente e gode la metà.
  3. Il primato dell’errore: Rivendichiamo la superiorità estetica dei refusi e dei fuori registro. I neri devono impastarsi sulla carta porosa, i colori coprire tutto. Amiamo il sapore della colla indurita che si stacca dalla costa degli albi tascabili, come scaglie di forfora. Odiamo le riedizioni pregiate, assolute, definitive. L’errore è l’ultima traccia di umanità rimasta nella catena di montaggio.
  4. Sull’insostenibile leggerezza della Graphic Novel: Ogni volume cartonato di oltre 200 pagine contenente un’unica lunga storia e nessuna onomatopea o linea cinetica verrà considerato un romanzo fallito e usato per scaldarci durante le nostre riunioni.
  5. Esegesi dell’inutilità: Istituiamo un seminario permanente sull’architettura delle mani dei personaggi di Kirby. Se non vedi il cosmo in una nocca quadrata, sei un turista della vignetta.
  6. Contro la democrazia del gusto: Il gusto personale è un costrutto marketing. Esistono solo due letture possibili di un fumetto: quella corretta (la nostra) e l’analfabetismo di ritorno.
  7. La Resa dei Conti: La F.A.I.D.A. non dialoga. La F.A.I.D.A. emette sentenze inappellabili. Su Facebook, Instagram, TikTok e Twitter (X). Alle tre del mattino. Citando Mark Fisher e il Realismo capitalista. Mentre mangia un kebab con doppia razione di salsa piccante e cipolla e tracanna una Peroni da 66.
Ti è piaciuto? Condividi questo articolo con qualcun* a cui vuoi bene:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

(Quasi)