Da Dove muoiono i Titani a Un alito di ghiaccio

Francesco Barilli | C'era una volta il west |

Se vuoi sapere di cosa sto parlando sarà meglio che recuperi le puntate precedenti.


Tu pensa! Siamo qui a celebrare sei anni di (Quasi)! Questa lettura retrospettiva di Ken Parker l’ho cominciata un anno dopo, nel giugno 2021. E in effetti, come vuole il mood della rivista e ancor più del tema mensile, mica l’ho progettata. «Intanto la inizio, poi ci penserò», mi son detto.

Insomma, giocare con gli anni, col tempo, passare fra le mani foto ingiallite o ricordi sbiaditi… Può capitare ed è cosa consueta in questa rubrica, dove il pensiero viaggia schizofrenico fra la realtà diegetica del protagonista e la cronologia reale di me-lettore, dell’epoca in cui mi trovai quelle storie davanti agli occhi. Ma con le uscite di KP rarefatte e spezzettate si fa incasinata, e parecchio diluita, pure la cronologia reale a cui ti ho abituato. Ti ho lasciato l’altra volta con la grande nevicata del gennaio 1985. Corrono i mesi e le stagioni, a marzo viene pubblicato We Are The World, brano interpretato da un folto gruppo di artisti e i cui proventi sono destinati all’Etiopia devastata dalla carestia. Ma mentre aspetti una nuova avventura di Lungo Fucile, di cose ne capitano parecchie…

Il 29 maggio la finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool è funestata da incidenti nello stadio Heysel di Bruxelles che causano 39 morti. Un’altra ma diversa disgrazia il 24 giugno, quando Francesco Cossiga viene eletto Presidente della Repubblica.

Il 13 luglio a Londra e Philadelphia il super concerto Live Aid è una pagina di storia della musica. Io posso dire «Io c’ero»… Vabbè, in TV, dico. Lo vedo in diretta pure quando un satellite bizzoso cancella per sempre l’esecuzione di My Generation, lasciando per fortuna il resto del set degli Who. Memorabile l’esibizione dei Queen, intensa quella di Bowie, da cancellare la reunion dei Led Zeppelin.

Succedono un sacco di altre cose, talmente tante che si farebbe davvero lunga. Facciamo che in edicola ci torni il 19 novembre, mentre a Ginevra si tiene il primo incontro tra Ronald Reagan e Michail Gorbačëv.


Dove muoiono i titani appare serializzato su Comic Art dal n. 16 al 20, da novembre 1985 a marzo 1986. La prima e più celebre ristampa, come già segnalato per Un principe per Norma, è questa:

Il determinato inseguimento della National Agency of Investigation porta Ken a nuove esperienze e nuovi lavori, come gli è accaduto spesso, e stavolta ad assumere il falso nome di…

Una strizzata d’occhio di Berardi e Milazzo al fatto che, notoriamente, il personaggio è ispirato graficamente a Robert Redford, oggi purtroppo scomparso.

Altra consuetudine della serie è la galleria di personaggi da umanità tormentata che attornia Ken. La trovi pure qui, fra i boscaioli che si guadagnano il pane nella zona dei Grandi Laghi. Gente che non sa reprimere le proprie pulsioni sessuali…

… o che non sa sfuggire al rimorso.

Ma di sicuro a spiccare sono i giovanissimi Alexandra e Orion. Due amici, “quasi fratelli” (compagni già dall’orfanotrofio) che consentono agli autori di introdurre nella serie una nuova tematica… O forse due. La disabilità, certo, ma anche i super poteri. E Orion, che aiuterà Ken a sfuggire al tenace Alec Browne, sembra davvero un X-Man…

Un alito di ghiaccio appare su Comic Art 37-40, da ottobre 1987 a gennaio 1988. Come sempre, eccoti la cover della prima (se non prendo cantonate) riproposta in volume:

La storia prosegue il canovaccio della fuga avventurosa del protagonista, conseguenza del tragico finale di Sciopero. Una fuga in direzione nord, verso un freddo sempre più rigido, e dal solito Browne – che, avrai capito, l’ha buttata sul personale da tempo.

Le insidie stavolta sono dovute anche a personaggi le cui fattezze non sono casuali, ma a te, giovane amico o amica, magari serve un aiuto.

Molto varia è la compagnia “da fuggitivo”. Spicca Kamoose, indiano evaso di prigione, un po’ stereotipato nella saggezza tagliente e sentenziosa, ma che certamente non spara lontano dal centro quando fotografa la situazione.

Kamoose sarà fondamentale nell’aiutare Ken a proseguire nella fuga, mentre il destino dell’inseguitore, Alec Browne, può sembrare definitivo – spoiler: non sarà così, ma lo vedremo prossimamente.

Ambientare cronologicamente le vicende è semplice. Dove muoiono i titani presenta addirittura un calendario a dirti che siamo nell’ottobre 1880.

L’episodio successivo e il suo rigido inverno ci porta alle settimane seguenti (fine 1880).


Oh, non scherziamo! Nella vita reale siamo partiti da novembre 1985 e arrivati a gennaio 1988. Cazzo vuoi che ti racconti?! Scoppia un mezzo casino fra Libia e USA, lo Space Shuttle Challenger esplode in decollo uccidendo i sette astronauti a bordo, Berlusconi diventa presidente del Milan, Sindona cede a un’incauta voglia di caffè corretto cianuro in carcere, il Napoli vince il suo primo scudetto, esce Appetite for Destruction (sai benissimo di chi è!), la parabola sportiva di Mike Tyson è al suo apice, Reagan e Gorbačëv continuano a incontrarsi, ma non chiedermi cos’hanno mai da raccontarsi. Manco loro lo sanno: «Intanto vediamoci. Poi ci pensiamo»…

Ti è piaciuto? Condividi questo articolo con qualcun* a cui vuoi bene:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

(Quasi)