La notizia della scomparsa di Francesco Guccini diventa l’occasione per ripercorrere un rapporto intimo e accidentato con la sua musica: dalla scoperta infantile di Radici su una cassetta riparata con lo scotch, al memorabile «litigio» per Quattro stracci e D’amore di morte e di altre sciocchezze, fino alla rilettura dell’album Metropolis. Al centro c’è Bisanzio e la figura del protomedico Filemazio, simbolo di una cultura capace di unire alto e basso, fumetti e letteratura, e di un metodo di pensiero che rimane cucito addosso anche dopo le incomprensioni.
memoria
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Troppo e troppo poco
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Jorge Luis Borges è morto esattamente quarant’anni fa. Ha inventato la nostra idea di lettura, ma il verbo leggere significa troppo e troppo poco. E, allora, iuna riflessione sul feticismo del libro e sulla misurazione quantitativa della cultura. Paolo Interdonato si avventura nella Biblioteca di Babele e nella biblioteca interiore di ogni lettore: un archivio fatto di pagine, ma anche di film, canzoni, ferite personali e nuove tecnologie, dove la carta è solo una delle tante protesi della memoria.
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A che pensi? Archiviata sotto la voce sbagliata
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Margiagrazia Minardi intreccia esperienza personale e riflessione teorica per interrogare la natura del pensiero e la sua irriducibilità al linguaggio. A partire dal rapporto con una madre affetta da Alzheimer, il testo mette in crisi l’idea del pensiero come contenuto accessibile e traducibile. Il libro A che pensi? di Laurent Moreau diventa così un dispositivo per esplorare una grammatica visiva dell’interiorità: non una rappresentazione fedele del pensiero, ma un tentativo necessario di dargli forma. Tra opacità, relazione e perdita, emerge una tensione costante tra ciò che può essere detto e ciò che resta irrimediabilmente interno.
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Breve storia delle mascotte dei Mondiali
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Da World Cup Willie del 1966 a Maple, Zayu e Clutch del 2026, Mabel Morri ripercorre la storia delle mascotte dei Mondiali intrecciandola con la propria biografia e con la storia politica e sociale del mondo: le dittature sudamericane, le stragi di stato, le notti magiche di Italia ’90, i diritti negati, le vittorie e le sconfitte — dentro e fuori dal campo.
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Da Dove muoiono i Titani a Un alito di ghiaccio
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Francesco Baro Barilli prosegue la rilettura di Ken Parker, intrecciando le storie Dove muoiono i titani e Un alito di ghiaccio con il contesto storico degli anni Ottanta e la memoria personale del lettore. Tra fughe, inseguimenti e nuovi personaggi, emergono temi centrali della serie come l’umanità tormentata, la disabilità e la tensione morale. Il racconto si muove continuamente tra tempo diegetico e tempo reale, mantenendo il tono ironico e disordinato tipico della rubrica.
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Il ritardo del presente
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Dalla luce del Sole che impiega otto minuti per raggiungerci ai 1560 anni luce di Gaia BH1, “Il ritardo del presente” riflette sulla natura temporale della percezione umana. Tra moto browniano, memoria che si disordina con l’età e relatività generale di Einstein, il tempo diventa un asse che si piega e si confonde. Poi il discorso scivola in cucina: la dissoluzione dello zucchero nello sciroppo diventa metafora fisica e domestica del movimento delle particelle. Cosmologia e pasticceria si incontrano in una Zuppa Inglese che è insieme esercizio scientifico e gesto memoriale.
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Non fare il bagno vestita
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Un ricordo d’infanzia legato agli Shakespeare a fumetti di Gianni De Luca diventa un racconto che intreccia Amleto, fisica dei fluidi, densità e viscosità, fino ad arrivare a una meringa dedicata a Ofelia. Un articolo che mescola memoria, divulgazione scientifica e cucina, spiegando perché non si fa il bagno vestiti e come funziona davvero una meringa.
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Lunario per sonnambuli di Zaelia Bishop (Esperidi, 2025). Ovvero, l’arte del bordare il vuoto
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Un testo potente e stratificato su Lunario per sonnambuli di Zaelia Bishop, libro d’artista nato dalla frantumazione dell’ardesia e dal lavoro sulle crepe come tracce del tempo. Tra memoria, ossessione, sogno e perdita, il volume diventa una soglia: non un’autobiografia, ma un attraversamento. Un autoritratto obliquo che mette in tensione scultura e scrittura, materia e parola, gesto divinatorio e lavoro del ricordo.
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Storie dello strazio profondo
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Un frammento di memoriale trovato in una chiavetta misteriosa: la voce di una fumettista attraversata da molteplici “me”, incapaci di convivere eppure costrette a farlo. Tra trauma familiare, ironia feroce e rivelazioni artistiche, il fumetto diventa l’unico spazio in cui la sua pluralità trova ordine. Un testo sulla vertigine dell’identità e sulla forza delle immagini.