Margiagrazia Minardi intreccia esperienza personale e riflessione teorica per interrogare la natura del pensiero e la sua irriducibilità al linguaggio. A partire dal rapporto con una madre affetta da Alzheimer, il testo mette in crisi l’idea del pensiero come contenuto accessibile e traducibile. Il libro A che pensi? di Laurent Moreau diventa così un dispositivo per esplorare una grammatica visiva dell’interiorità: non una rappresentazione fedele del pensiero, ma un tentativo necessario di dargli forma. Tra opacità, relazione e perdita, emerge una tensione costante tra ciò che può essere detto e ciò che resta irrimediabilmente interno.
infanzia
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A che pensi? Archiviata sotto la voce sbagliata
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Breve storia delle mascotte dei Mondiali
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Da World Cup Willie del 1966 a Maple, Zayu e Clutch del 2026, Mabel Morri ripercorre la storia delle mascotte dei Mondiali intrecciandola con la propria biografia e con la storia politica e sociale del mondo: le dittature sudamericane, le stragi di stato, le notti magiche di Italia ’90, i diritti negati, le vittorie e le sconfitte — dentro e fuori dal campo.
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Non aspettare il mondo: disegnalo! Di Harold, Zoe e la matita viola
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Lella Parmigiani legge Harold e la matita viola di Crockett Johnson come un’opera radicale sulla costruzione della realtà attraverso il segno. Attraverso il confronto con Steinberg, Cavandoli e Munari, emerge una genealogia della linea come atto generativo e non descrittivo. La consegna del libro alla nipote Zoe diventa così un gesto pedagogico: non offrire una storia, ma un metodo per stare al mondo, fondato sull’autonomia creativa e sulla responsabilità di ciò che si immagina.
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Non fare il bagno vestita
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Un ricordo d’infanzia legato agli Shakespeare a fumetti di Gianni De Luca diventa un racconto che intreccia Amleto, fisica dei fluidi, densità e viscosità, fino ad arrivare a una meringa dedicata a Ofelia. Un articolo che mescola memoria, divulgazione scientifica e cucina, spiegando perché non si fa il bagno vestiti e come funziona davvero una meringa.
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Cartolina da Torino: la città è a colori, il film è in bianco e nero
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Tornata dal Torino Film Festival, Arabella racconta la folgorazione per Always, il documentario di Cheng Deming che segue la crescita del giovane Youbin nelle montagne dello Hunan. Un film in bianco e nero, limpido e non sentimentale, in cui la poesia infantile illumina la povertà contadina. Tra ricordi di Torino dorata, maestre che cambiano la vita e lacrime inghiottite al Cinema Romano, Arabella si chiede: se a otto anni sei poeta, lo sei per sempre?
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La bambina, i lupi e le pareti che ascoltano
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Mariagrazia Minardi parte da un’infanzia senza cameretta e da un lettino che sembrava volerla divorare per arrivare a I lupi nei muri di Neil Gaiman e Dave McKean. Nel buio domestico scopre che la paura è un linguaggio, non un difetto: un modo per conoscere il mondo, trasformando i mostri in coinquilini dell’immaginazione. Tra Freud, Foucault e marmellata, un saggio narrativo sull’arte di convivere con l’assurdo.
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Sabato con Silenzio, Solitudine e un moccioso che ti accusa: Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray
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Un sabato vuoto, senza le creaturine di casa, spinge Mariagrazia a cercare consolazione in un libro per ragazzi. Ma Non sei mica il mondo di Raphaël Geffray, con il suo protagonista disturbante e un bianco e nero claustrofobico, non offre carezze né risposte. Anzi: lascia il lettore spaesato, ferito e per questo paradossalmente confortato.