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storia del fumetto

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Ci sono fumetti e fumetti! Un antico manuale su come realizzare un fotoromanzo che evoca echi del passato…

Michele Ginevra | Visiting Professor | 6 Maggio 2026

Cosa accade quando la tecnica incontra il mito del fotoromanzo? Michele Ginevra esplora un raro manuale del 1956, svelando i segreti di un genere che, tra aspirazioni cinematografiche e “fumetti tecnici”, ha segnato un’epoca. Un viaggio tra citazioni d’altri tempi, il ricordo di Anna Vita e l’evoluzione del linguaggio visivo.

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Dal tavolo operatorio alla tavola a fumetti

Michele Ginevra | Visiting Professor | 22 Aprile 2026

Partendo da un ricovero ospedaliero del 2020, Michele Ginevra riscopre una tavola capitale de Lo Sconosciuto di Magnus: quella dell’operazione chirurgica in La fata dell’improvviso risveglio, pubblicata su Orient Express nel 1983. Attraverso un’analisi ravvicinata della composizione visiva — le tre unità spaziali, il ritmo del monologo chirurgico, la legatura tra balloon, il corpo inerme di Unknow ridotto a campo operatorio — Ginevra mostra come Magnus costruisca esperienza reale nel lettore. Un omaggio alla capacità del fumetto popolare di rendere accessibile il mondo senza semplificarlo, e alla rivista Orient Express come soglia verso un universo nuovo.

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Nasce l’Universale (Quasi) Economica: una collana di saggi brevi sul fumetto

Quasi | Para & Meta testi | 15 Aprile 2026

Dal 15 aprile 2026 è disponibile il primo volume dell’Universale (Quasi) Economica, la nuova collana di saggi brevi sul fumetto ideata da Boris Battaglia e Paolo Interdonato sotto l’egida di (Quasi). Obiettivo della collana: costruire una biblioteca critica agile e accessibile, lontana dai manuali accademici, capace di raccontare perché certe opere continuano a emozionarci. Ad aprire la serie è Interdonato stesso, con un saggio dedicato a Magnus — al secolo Roberto Raviola — e al suo ciclo Lo Sconosciuto: un attraversamento dell’opera tra anni di piombo, tensioni internazionali e fumetto popolare. La collana esce in print on demand su Amazon. In lavorazione i prossimi volumi su Moebius, Massimo Mattioli, Jack Kirby, Grant Morrison e Leo Lionni.

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(Poi ci pensiamo)

Boris e Paolo | QUASI | 1 Aprile 2026

Boris e Paolo ripercorrono la nascita e l’evoluzione di (Quasi), rivista di storia e critica del fumetto nata nel 2020 durante il lockdown. Tra improvvisazione, desiderio di libertà editoriale e rifiuto di una forma definitiva, il progetto si è sviluppato nel tempo mantenendo un’identità fluida e militante. A sei anni dalla fondazione, (Quasi) celebra il proprio percorso tornando alla carta con nuove pubblicazioni, rivendicando il proprio metodo: iniziare, fare, e solo dopo – forse – pensarci.

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Il morso del tram e la pelle imperfetta: il grottesco ipnotico di Basil Wolverton

Paolo Interdonato | Disegnetti per perditempo | 23 Marzo 2026

Un tram deragliato a Milano, il segno delle ruote nel marciapiede e una visita al Libraccio portano a un incontro inatteso: Wolvertoons: The Art of Basil Wolverton. Da lì parte un viaggio nel lavoro del disegnatore americano che ha reinventato il grottesco con una pelle fatta di buchi, peli e imperfezioni, definita da “Life” con la formula culinaria “spaghetti and meatballs”. Dalla vittoria del concorso per il volto di Lena the Hyena nella striscia Li’l Abner all’influenza su Harvey Kurtzman e Mad, il testo ripercorre l’estetica vertiginosa di un autore che ha trasformato la bruttezza in un linguaggio ipnotico.

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Il libro della giungla: Il fardello di Harvey Kurtzman

Paolo Interdonato | WILL EISNER WEEK 26 | 3 Marzo 2026

Nel 1959 Harvey Kurtzman pubblica Jungle Book, primo libro a fumetti statunitense composto interamente da materiali inediti pensati per il formato tascabile. Nato dopo l’esperienza di “Mad”, “Trump” e “Humbug”, il volume è un esperimento radicale: 144 pagine originali, quattro storie satiriche feroci sul mito del progresso americano. Stampato male, distribuito con prudenza e venduto poco, diventa un’occasione mancata che avrebbe potuto cambiare la storia del fumetto molto prima della consacrazione della “graphic novel”. Un libro dimenticato, oggi riscoperto, che resta più libero e più moderno di gran parte di ciò che è venuto dopo.

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(Quasi) bambini

Boris e Paolo | QUASI | 3 Marzo 2026

In occasione della Will Eisner Week, (Quasi) affida a Omar Martini un percorso tra i libri che hanno anticipato l’idea di graphic novel. Tra questi, un’assenza pesa più delle altre: Tantrum (1979) di Jules Feiffer, allievo diretto di Will Eisner. Uscito pochi mesi dopo A Contract with God, il libro racconta la regressione di Leo, quarantaduenne che, in piena crisi, si trasforma fisicamente in un bambino di due anni mantenendo coscienza e desideri da adulto. Una satira feroce su infantilismo, responsabilità e illusioni di libertà, che interroga anche noi lettori: davvero i fumetti sono cose da bambini? O sono, proprio per questo, una faccenda serissima?

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It Rhymes with Lust (1950): il “romanzo illustrato” di Drake Waller, Matt Baker & Ray Osrin

Omar Martini | WILL EISNER WEEK 26 | 2 Marzo 2026

Pubblicato nel 1950 dalla St. John Publishing Company, It Rhymes with Lust è uno dei primi esempi di “picture novel”: 128 pagine autoconclusive pensate come un vero romanzo a fumetti. Scritto da Arnold Drake e Leslie Waller (Drake Waller), disegnato da Matt Baker e inchiostrato da Ray Osrin, il volume unisce narrativa pulp e noir cinematografico in un formato librario lontano dall’albo spillato. Dimenticato per anni e poi riscoperto, rappresenta un passaggio decisivo nella storia del graphic novel americano.

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White Collar (1939): il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri

Omar Martini | WILL EISNER WEEK 26 | 1 Marzo 2026

White Collar (1939) è il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri, artista italiano emigrato negli Stati Uniti, che racconta la crisi del 1929 e la presa di coscienza sindacale di un impiegato travolto dalla Grande Depressione. Realizzato in linoleografia e stampato artigianalmente in casa, il libro si inserisce nella tradizione dei wordless novel inaugurata da Frans Masereel e sviluppata da Lynd Ward. Tra impegno politico, sperimentazione tecnica e uso simbolico del colore arancione, l’opera diventa un caso esemplare di graphic novel ante litteram, a lungo dimenticato e poi riscoperto dalla critica.

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